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Lavoro agile nella DS Adempimento Collaborativo: le regole ci sono, perché non si rispettano?

La FP CGIL denuncia limitazioni generalizzate e criteri non previsti dalla Regolamentazione. Servono valutazioni individuali, pari trattamento e rispetto delle tutele.

Più flessibilità, meno vincoli generalizzati e regole applicate in modo uniforme. È questa la richiesta della FP CGIL dopo l’assemblea del 14 ottobre con le lavoratrici e i lavoratori della Direzione Specialistica Adempimento Collaborativo dell’Agenzia delle Entrate, convocata dopo le criticità emerse sulle richieste di ampliamento delle giornate di lavoro agile.

A fronte delle aspettative maturate anche sulla base di precedenti rassicurazioni, molte colleghe e molti colleghi si sono visti rinviare a gennaio 2027 la possibilità di ottenere maggiore conciliazione vita-lavoro. Una situazione che riguarda in particolare chi rientra nelle condizioni tutelate dall’articolo 2, comma 2, della Regolamentazione, come genitori di figli minori, caregiver e destinatari delle previsioni della legge 104/1992.

Il punto è semplice: non possono prevalere limitazioni generalizzate quando le regole prevedono una valutazione delle singole situazioni.

Non si possono introdurre divieti che le regole non prevedono

Tra le criticità segnalate c’è anche il presunto divieto verbale di svolgere lavoro agile in continuità con le ferie, una disposizione che, secondo la FP CGIL, non trova fondamento nella Regolamentazione e rischia di incidere unilateralmente sulla concreta applicazione e fruizione degli accordi già in essere.

La motivazione addotta per limitare le richieste sarebbe legata alla specificità delle mansioni e alla necessità di garantire il supporto in presenza dei colleghi più esperti. Argomenti che devono però essere verificati concretamente, caso per caso: le lavorazioni vengono già svolte in autonomia, sia in ufficio sia da remoto, e il confronto professionale avviene frequentemente attraverso Teams.

La socializzazione in ufficio e l’accompagnamento dei colleghi nell’acquisizione delle competenze sono esigenze reali. Non possono tuttavia diventare una giustificazione permanente per ostacolare il lavoro agile, senza un’effettiva valutazione delle attività e delle condizioni individuali.

L’Agenzia ha già chiarito: no alle limitazioni generalizzate. Perché si persevera nell’errore?

Un elemento particolarmente significativo è rappresentato dalla nota del 3 aprile 2026, prot. n. 109515, con cui il Capo Divisione Risorse, dott. Dorrello, aveva richiamato i responsabili degli Uffici alla necessità di evitare restrizioni generalizzate non giustificate da reali impedimenti o da motivate esigenze organizzative.

La stessa nota chiariva che accordi differenziati e soluzioni gestionali adeguate alle diverse condizioni non costituiscono una criticità, ma possono rappresentare un segnale di attenzione gestionale. Al contrario, è problematico introdurre criteri non previsti dalla Regolamentazione.

Eppure, secondo quanto segnalato dalla FP CGIL, già al termine del periodo di prova dei neoassunti era stato indicato in modo generalizzato un solo giorno di lavoro agile alla settimana, condizionando di fatto il contenuto delle istanze. Una prassi che solleva interrogativi anche rispetto all’articolo 11 della Regolamentazione, che attribuisce al dirigente la valutazione organizzativa.

Il risultato è una doppia contraddizione: da un lato, si riduce la possibilità di valutare le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori; dall’altro, si limita l’autonomia e la responsabilità dei dirigenti chiamati a decidere.

Apertura al confronto, ma la vertenza resta aperta

Al termine dell’assemblea, la FP CGIL ha incontrato il Direttore vicario, dott. Trentini, apprezzandone la disponibilità e l’apertura a rivalutare le istanze motivate da comprovate esigenze personali e familiari, comprese quelle dei caregiver.

Un segnale positivo, che però non risolve le criticità sollevate. Restano infatti la disparità di trattamento tra colleghe e colleghi che si trovano in condizioni lavorative analoghe e il problema delle valutazioni delle istanze, che devono essere ricondotte alle responsabilità previste dalla Regolamentazione.

La richiesta sindacale è quindi chiara: ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter presentare liberamente la propria istanza, indicando le giornate necessarie per conciliare vita e lavoro. Ogni domanda deve essere valutata nel merito e gli eventuali dinieghi devono essere adeguatamente motivati, nel rispetto delle regole vigenti.

La FP CGIL continuerà a rivendicare il rispetto della Regolamentazione, il superamento delle imposizioni generalizzate e pari diritti per tutto il personale.

Il lavoro agile non può dipendere dalla maggiore o minore propensione del singolo dirigente verso questo strumento. Le regole devono valere per tutti, soprattutto per chi è chiamato a farle rispettare.

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