“Senza giacca e cravatta, accussì so venuto”
Avevamo la soluzione a portata di mano, o meglio di giacca, e non ce n’eravamo accorti!
Con nostro stupore e meraviglia abbiamo appreso che la soluzione alle ondate di calore che hanno colpito, non solo le sedi degli uffici centrali, ma tutte le sedi dell’Agenzia delle entrate e che hanno causato seri problemi di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro a causa dei ripetuti e continui malfunzionamenti ai sistemi di raffrescamento, non era l’ampliamento del lavoro agile, la verifica e il monitoraggio degli impianti, la soluzione era semplicemente allentare il nodo alla cravatta o togliere la giacca.
Fa sorridere (amaramente) pensare che la misura straordinaria per fronteggiare le ormai ordinarie ondate di calore sia il ricorso al “dress code”.
Da tutte le sedi dell’Agenzia pervengono segnalazioni di malfunzionamenti agli impianti di raffrescamento che causano non solo disagi, ma determinano un vero e proprio rischio per la salute per le lavoratrici e i lavoratori (sia per chi si trova in condizione di fragilità, ma anche per gli over 60) esposti all’interno di stanze a temperature ben al di sopra dei 30 gradi, con picchi di 35.
Magari la soluzione fosse quella di rinunciare qualche giorno alla giacca!
Purtroppo negli anni rileviamo sempre di più la mancanza di manutenzione degli impianti e di verifiche periodiche sul corretto funzionamento degli impianti di condizionamento dell’aria. Manca inoltre un monitoraggio continuo nei locali sovraffollati o esposti a irraggiamento diretto, sicuramente utile a prevenire malori, stress termico e colpi di calore.
E dire che, con una recente nota del 4 luglio, avevamo proposto delle soluzioni che ci sembravano percorribili per evitare (inutili) rischi ai lavoratori, come ad esempio autorizzare la modalità di lavoro agile “emergenziale” per tutto il personale che svolga attività “smartabile”. Invece, le uniche indicazioni fornite ai lavoratori, spesso sono quelle di andare alla ricerca di qualche stanza meno esposta al caldo. Facciamo i rabdomanti del fresco.
Ma tornando alle indicazioni fornite dal Direttore dell’Agenzia, non dobbiamo certo ricordare che il personale tutto adempie al proprio servizio (pubblico) con decoro nonostante le innumerevoli criticità che deve affrontare quotidianamente nelle proprie attività (non stiamo qui ad elencare quali, perchè NOI le conosciamo bene) ed è mortificante pensare che, a seguito delle problematiche segnalate a causa delle temperature elevate, si proponga di “svestirsi” un po’.
Dalle indicazioni sembrerebbe, inoltre, che tali problematiche riguarderebbero solo i colleghi e non le colleghe, visto che nessun riferimento o meglio nessun suggerimento viene fornito in merito all’abbigliamento più consono in questo periodo per le colleghe che, ordinariamente, non indossano giacca e cravatta; gli unici a soffrire delle condizioni microclimatiche ormai insostenibili in molti uffici dell’Agenzia sono, secondo l’idea del Direttore, solo coloro che indossano giacca e cravatta.
Confidiamo, infine, che nessun “dress code” venga imposto ai lavoratori e che verrà prestata la giusta e dovuta attenzione al rischio microclimatico da esposizione a calore estremo.
Barbara Peruzzi – Salvatore Parisi