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Tirocinanti giustizia, in allegato la nota unitaria inviata dalle federazioni pubbliche Cgil Cisl Uil di roma e lazio alla Regione in materia di percorsi integrati di politica attiva presso gli Uffici Giudiziari del Lazio. 

Prot.: 056/2020 - Roma, 24 febbraio 2020
Al Presidente della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Segretario Generale della Giunta Regionale del Lazio
Dott. Andrea Tardiola
Al Assessorato al Lavoro, Pari Opportunità, Personale
Dott. Claudio Di Berardino
p.c. al Presidente della IX Commissione lavoro, politiche
giovanili, pari opportunità, istruzione,
Avv. Eleonora Mattia

 


OGGETTO: percorsi integrati di politica attiva presso gli Uffici Giudiziari del Lazio La vicenda dei “tirocinanti” della giustizia sta assumendo caratteri assolutamente paradossali, non solo nella nostra regione ma anche nel resto del paese. Il Ministero della Giustizia pur in presenza di scoperture di organico incredibilmente elevate, pur in presenza di imponenti piani assunzionali annunciati, continua ad ignorare la questione dei precari. Questo è il termine esatto per definire questa categoria di lavoratori che ancora oggi dopo
11 anni di lavoro prestato ad intermittenza nelle cancellerie degli uffici giudiziari del Lazio, non trova soluzione nell’ambito di qualsivoglia procedura assunzionale posta in essere sino ad oggi dal Ministero della Giustizia.

A sostegno di quanto sopra affermato v’è una recente dichiarazione del Sottosegretario alla Giustizia resa in occasione di una discussione in commissione parlamentare: “Il Sottosegretario Vittorio FERRARESI chiarisce che le misure recate nella proposta di riformulazione sono rivolte ai tirocinanti che hanno prestato servizio per 7 anni, fino al 31 dicembre 2019, per conto del Ministero della giustizia e prevedono un punteggio aggiuntivo nell’ambito delle procedure concorsuali del Ministero. Specifica, in proposito, che non si
tratta di procedure di stabilizzazione, che non sarebbero comunque possibili. Diversamente, i tirocinanti regionali non sono di diretta competenza del Ministero della giustizia, ma delle regioni che hanno stipulato specifici accordi con gli uffici giudiziari. Pertanto, la loro assunzione non spetta al Ministero, ma alle regioni. Invita quindi le diverse forze politiche a chiarire tale aspetto ai rispettivi interlocutori che chiedono al Ministero di farsi garante per l’assunzione di questa categoria di tirocinanti”
(Cfr. Commissioni riunite I e V - Camera dei Deputati, 11.02.2020 - discussione ed esame del disegno di legge 2325/C - Conversione in legge D.L. 162/219 “milleproroghe”).


Per completezza di esposizione non possiamo altresì non citare un’iniziativa parlamentare degli onorevoli Barbuto, Grippa e Scutellà del 19 febbraio scorso in favore dei precari della giustizia (tirocinanti nazionali e regionali) conclusa con l’approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo a valorizzare, nell’ambito delle future assunzioni, le esperienze, competenze e professionalità acquisite da questa categoria di lavoratori.
In sostanza per i precari della giustizia del Lazio non c’è nulla di nuovo su cui poter contare, nulla che può far mantenere ancora la speranza che il Ministero della Giustizia possa davvero assumere questi lavoratori. Del resto l’approvazione di un ordine del giorno non rappresenta che un mero impegno, un impegno che non vincola né Governo, né Ministero della Giustizia. Va ancora detto che in questi anni sono stati davvero tanti gli ordini del giorno approvati in favore dei tirocinanti della giustizia rimasti lettera morta.
In ambito regionale non possiamo viceversa non apprezzare l’impegno che la Regione Lazio e la sua Commissione lavoro, nell’ambito delle politiche attive, hanno profuso in questi anni per garantire continuità al percorso di reintegrazione nel mondo del lavoro, ma altrettanto non possiamo non considerare che tale percorso sta perdendo di vista il suo naturale traguardo ossia la caducazione della precarietà, la sottoscrizione di un contratto di lavoro.

CGIL CISL e UIL ritengono indispensabile avviare una ulteriore sessione di confronto, anche in sede politica alla presenza del Governatore del Lazio e di tutte le personalità in indirizzo affinché possano individuarsi soluzioni diverse da quelle inseguite sino ad ora. L’orientamento del Ministero della Giustizia è ormai evidente, le dichiarazioni del sottosegretario lo certificano. Occorre ad avviso delle scriventi Segreterie regionali un impegno forte e determinato della Regione Lazio finalizzato all’avvio di un percorso di inclusione nell’ambito delle politiche assunzionali della regione, occorre che tale percorso tenga conto di questi lavoratori che peraltro ammontano ad un numero ormai piuttosto esiguo, circa 100 unità. CGIL CISL e UIL si aspettano, sulla vertenza precari giustizia così come sulle altre ancora aperte in tema di precariato, un segnale forte e determinato della Regione Lazio ed auspicano pertanto l’arrivo di una urgente convocazione delle parti sociali.

In attesa di urgente un riscontro, si porgono cordiali saluti


FP CGIL Giancarlo Cenciarelli
CISL FP Roberto Chierchia
UIL PA Maurizio Narcisi

 

La nota in pdf

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