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Tutti i lavoratori dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Roma oggi in presidio davanti alla Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, insieme a FP CGIL Roma e Lazio e CISL FP Roma Capitale Rieti, hanno manifestato per chiedere misure emergenziali per fare fronte alla carenza di personale e di strumenti che sta paralizzando le attività e l’attuazione delle misure alternative al carcere nella città di Roma.

“Su Roma e provincia sono 8000 i casi seguiti, di cui 5000 casi aperti di cui circa 2000 di misure alternative e 1000 di messa alla prova ai servizi sociali, con solo 27 assistenti sociali in servizio, con una media di 160/180 casi per ciascuno. E le carenze riguardano tutti i profili, non solamente gli assistenti sociali, ma anche il personale amministrativo e contabile è in numero sempre più esiguo, e non riescono a garantire adeguatamente l’accesso delle persone detenute alle misure alternative al carcere e i programmi trattamentali per gli utenti in messa alla prova. Mentre le carceri scoppiano, le misure alternative non ricevono investimenti e gli uffici di Roma sono prossimi al collasso organizzativo e logistico, compressi in una sede dagli spazi insufficienti e priva di dotazioni informatiche adeguate”, ribadiscono Fp Cgil e Cisl Fp.

“ L’amministrazione ha ricevuto una delegazione della RSU e di FP CGIL Roma e Lazio e CISL FP Roma Capitale Rieti: abbiamo chiesto un intervento politico, che manifesti la volontà di riconoscere l’emergenza organizzativa dell’UEPE di Roma e la strategica funzione sociale dell’ esecuzione penale esterna, al centro della riforma della Giustizia, ma resa povera di uomini e mezzi da una intollerabile carenza di investimenti”, aggiungono i sindacati.

“L’amministrazione si è impegnata a rappresentare al Ministro, che ha avocato a sé la delega alla esecuzione penale esterna, la situazione di eccezionale necessità degli uffici dell’UIEPE di Roma, e ha preso impegni a breve termine: destinare personale amministrativo in mobilità e da interpelli, aumentare il numero di assistenti sociali promessi dal concorso, finalizzare la ricerca di una sede e di archivi idonei, per cui sono state annunciate due sedi effettive”, proseguono.

“Insieme alla RSU, abbiamo accolto positivamente queste aperture ulteriori rispetto ai recenti incontri, e affermato con chiarezza che, in assenza di atti concreti, la protesta dei lavoratori crescerà, fino allo stato di agitazione, per affermare la volontà dell’intero UIEPE di Roma di poter lavorare efficacemente e far funzionare davvero le misure alternative al carcere”, concludono Cgil e Cisl.

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