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La carenza di personale nel sito UNESCO di Tarquinia e Cerveteri è una questione da tempo denunciata dalla Fp Cgil e su cui più volte è stato chiesto di intervenire.

Se l’organico in forza al sito, oggi sotto la Direzione Regionale Musei del Lazio del Ministero, era insufficiente fino alla chiusura dello scorso 8 marzo, oggi la situazione è ancora peggiore, tanto che il sito rischia di rimanere chiuso al pubblico durante la Fase 2.

"La restituzione alla cittadinanza di siti così importanti per il Lazio al di fuori del circuito culturale della città di Roma" dichiara la FP CGIL "è un obiettivo imprescindibile. Conosciamo la situazione complessa del personale e delle casse della Direzione Regionale e, per questo, abbiamo cercato di proporre possibili azioni per prevedere aperture almeno 1 o 2 giorni a settimana. Ma nonostante siano state messe in campo tutte le necessarie misure di sicurezza rispetto al contenimento del contagio da Covid-19, durante l'ultimo tavolo sindacale non è stato possibile raggiungere un accordo di apertura. A Tarquinia e Cerveteri dal prossimo lunedì, oltre al personale di vigilanza, mancheranno i contratti di manutenzione del verde: lavoratori e funzionari sono al lavoro da settimane per cercare soluzioni, anche di concerto con gli enti locali oppure optando per interpelli per reperire personale".

L'ultimo intervento normativo di Franceschini ha diviso l'ex Polo Museale del Lazio che conteneva 46 siti in due Direzioni Regionali: una per la città di Roma e l'altra per i siti del resto della regione. A oggi, entrambi gli istituti sono ancora sotto la Direzione di Edith Gabrielli, in carica già dal 2014.

"Mentre per il sito UNESCO non si prospettano risorse o investimenti - continua il sindacato - apprendiamo con stupore la pubblicazione di interpelli corposi per la ricerca di personale per i siti di Castel sant'Angelo, Pantheon e Vittoriano. Evidentemente, la Dirigente in carica ha scelto di privilegiare i grandi siti romani, mediaticamente più accattivanti e su cui di certo il flusso turistico può facilmente tornare a concentrarsi, trascurando però il resto del territorio. Una politica che come CGIL non sosteniamo: la ripartenza e la fruizione del patrimonio culturale va promossa in tutto il territorio, non solo su Roma. Per questo, abbiamo chiesto in tempi rapidi un nuovo confronto sul sito UNESCO: per la Tuscia cultura e turismo rappresentano un’importante risorsa economica e occupazionale, imprenscindibile in tempi così complessi”.

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