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È stata approvata la graduatoria del concorso per 258 infermieri bandito a fine 2018 dall’Azienda ospedaliera S. Andrea. Un concorso che ha visto oltre 29 mila domande da tutta Italia, espletato in circa un anno, che vede ora in graduatoria quasi 7500 idonei, inclusi i 258 vincitori, che a breve prenderanno in servizio.

“È la prima grande occasione per tornare ad assumere e investire in sanità. La dimostrazione che fare concorsi e in tempi brevi è possibile e quantomai necessario. Gli anni di blocco delle assunzioni, tra turn over e commissariamento, hanno svuotato il sistema sanitario regionale, elevando l’età media del personale in servizio e aggravando le condizioni di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici in servizio. Ne ha risentito l’organizzazione dei servizi e la minore capacità di risposta al crescente bisogno di servizi alla salute dei cittadini del Lazio. In 15 anni si è perso il 10% del personale del comparto sanitario, il doppio che nel resto del paese: nel 2016 i dipendenti erano poco meno di 40.000, di cui il 37,5% aveva tra 55 e 64 anni, e tanti altri sono stati i pensionamenti nel successivo triennio, aumentati per l’opzione quota100. Per recuperare il gap non bastano pochi concorsi: serve uno sforzo straordinario, a partire dal Governo, per un piano di assunzioni accelerato e in ogni comparto. Motivo per cui anche oggi eravamo in piazza, per la seconda delle tre giornate di mobilitazione per chiedere risorse, assunzioni, contratti: è necessario uno sforzo complessivo e un grande investimento delle istituzioni, a tutti i livelli, perché i servizi pubblici tornino a dare servizi di qualità ai cittadini. Il bisogno di salute aumenta, e così le tante risorse giovani e formate che aspirano a svolgere la propria professione nel pubblico. Lo dimostrano i numeri dei partecipanti al concorso del S. Andrea. Ora, con l’uscita dal commissariamento, la Regione ha le carte in regola per tornare ad assumere e bandire in tempi celeri altri concorsi per tutte le figure professionali necessarie a sostenere un sistema sanitario regionale efficace e universale”.

Così la Cgil e la Fp Cgil di Roma e Lazio in una nota.

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