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  •  “Dopo la proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2020, ottenuta grazie alle mobilitazione di fine ottobre, sono state disattese le promesse dei vertici dell’Agenzia, che avevano assicurato la definizione di un provvedimento legislativo volto a superare l’instabilità contrattuale, che dura da un decennio”, dichiarano Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti, responsabili di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.
  • “Abbiamo atteso che il Direttore Generale e il Presidente avanzassero proposte per risolvere la questione e condividessero le tappe necessarie per arrivare ad una collocazione di tutto il personale a tempo indeterminato, ma nonostante le nostre richieste di interlocuzione non ci sono state date risposte in merito”, proseguono i sindacalisti.
  • “A questo si aggiunge l’incomprensibile avvio di una selezione pubblica per la formazione di graduatorie per diversi profili (cat. C e D, escludendo la B) da utilizzare per l’assunzione a tempo determinato di personale per le esigenze dell’Agenzia. Non comprendiamo quale strategia di valorizzazione delle attività e del personale dell’Agenzia stia dietro a queste scelte: oltre ad immettere ulteriore personale precario, si continua a non tener conto delle professionalità interne già presenti in AGENAS”.
  • “Il percorso individuato per la stabilizzazione dei 70 lavoratori che da tantissimi anni svolgono un servizio essenziale per l’Agenzia, che ricordiamo si occupa di svolgere una funzione importante, specie durante la gestione della pandemia, nel coordinamento e nel raccordo tra Stato e Regioni”, ribadiscono Terrasi, De Paolis e Angritti.
  • “A questo punto è inevitabile un intervento diretto dei vertici del Ministero, per questo saremo in presidio il 10 dicembre sotto al Ministero della Salute, dalle 10 alle 12. Chiediamo al Ministro Speranza di presentare in Parlamento un provvedimento che riguardi un piano straordinario sulla sanità e ricomprenda esplicitamente anche il personale dell’Agenzia. Al percorso indicato da Agenzia e istituzioni devono seguire atti concreti: se continueranno a mancare risposte, continueremo la nostra battaglia manifestando nelle altre sedi istituzionali, coinvolte”, concludono Cgil Cisl e Uil.
  • IL VOLANTINO
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