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Cresce la mobilitazione dei lavoratori dell’Ospedale San Giovanni Addolorata dopo che il tentativo di conciliazione tra azienda e Cgil Cisl e Uil, che si è tenuto questa mattina davanti al Prefetto di Roma, ha registrato un preoccupante nulla di fatto. Si infiamma così la vertenza in atto da novembre scorso, quando il Collegio dei sindaci del nosocomio romano ha di fatto bloccato i fondi destinati a remunerare la produttività del personale.

“Ancora oggi non è stato fatto nessun passo avanti e i salari continuano ad essere ostaggio delle procedure e della burocrazia”, denunciano Massimiliano De Luca, Giovanni Fusco e Alberto Checola – segretari di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti e Uil Fpl Roma Lazio – al termine dell’incontro in prefettura. “Chi lavora e rischia la vita, con l’emergenza pandemica ancora in corso e la campagna vaccinale in atto, merita rispetto e riconoscimento e non certo la beffa di trovarsi con il salario accessorio decurtato”.
“L’’anticipo era stato concordato da sindacati e azienda già ad ottobre, ed è inaccettabile che si continui a rinviare, invece di riconoscere in ogni modo ai lavoratori l’impegno e il sacrificio che stanno offrendo all’intera comunità”, attaccano De Luca, Fusco e Checola. “Tanto più che le risorse, stanziate dalla Regione Lazio, ci sono e sono state certificate il 20 dicembre scorso. Così come c’è la disponibilità della direzione ad avviare la contrattazione integrativa. Ma il presidente del Collegio dei sindaci, nominato dalla Regione, continua a smentire la Regione stessa e a perpetrare un’ingiustizia palese come tenere ferma la contrattazione sui fondi 2019, 2020 e 2021. Non accettiamo che la burocrazia interna metta a rischio il diritto fondamentale alla retribuzione”.

“Chiediamo che la Regione Lazio intervenga subito”, proseguono i sindacalisti. “Bisogna mettere il personale nelle condizioni di dare il meglio. Anche attraverso segni tangibili come il premio di produttività e il rinnovo dei contratti di lavoro, fermi da 3 anni. Le trattative devo essere avviate immediatamente”.

“Per questo, dopo lo stato di agitazione indetto a novembre, faremo crescere la protesta con tutte le iniziative necessarie”, concludono De Luca, Fusco e Checola. “Il 22 febbraio prossimo è già programmato il presidio dei lavoratori fuori dall’azienda e, se non sarà sufficiente, il 31 marzo sarà sciopero di tutto il personale del San Giovanni Addolorata”.

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