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“Non siamo disponibili ad applicazioni al ribasso dell’accordo dell’11 aprile 2020. Tuteleremo i lavoratori con ogni mezzo”

“Abbiamo appreso con stupore che, al S. Camillo Forlanini, l’accordo stipulato l’11 aprile 2020 tra Regione Lazio e OO.SS., verrebbe applicato con un’interpretazione pesantemente restrittiva. Da quanto comunicato dall’Azienda il riconoscimento del rischio sostenuto dagli operatori sanitari, in questa fase emergenziale dovuta alla pandemia da coronavirus, sarebbe veramente per pochi. Noi non ci stiamo e tuteleremo i lavoratori con ogni mezzo”. Sindacati in  protesta in una delle più prestigiose realtà sanitarie della Capitale contro un’applicazione che non si ritiene coerente con quanto previsto dall’accordo. Anche perché tutto ciò sta avvenendo con procedure unilaterali e senza confronto con le OO.SS.

“L’accordo regionale prevede due distinte azioni economiche. Un’indennità che va a riconoscere il rischio, distinto per una fascia a rischio elevato, fascia A, ed una fascia di rischio medio, fascia B, da riconoscere con i 12 mln di euro previsti dall’accordo per tutto il SSR. E una seconda indennità relativa al riconoscimento dell’impegno e del disagio a tutti i lavoratori dell’azienda. Questa seconda voce dovrebbe essere oggetto di definizione puntuale tra la Regione e i sindacati, perché dovranno essere definiti i criteri di ripartizione dei 24 mln di euro tra le Aziende del SSR. 

Nell’individuazione del personale al quale riconoscere il rischio alto ed il rischio basso, l’Azienda ha ridotto veramente all’osso la lista e tutto ciò è inaccettabile”, attaccano le organizzazioni sindacali aziendali di Fp Cgil San Camillo-Forlanini e Uil Fpl San Camillo-Forlanini. “Non stiamo chiedendo di dare tutto a tutti indistintamente, non sarebbe neanche giusto, stiamo però sottolineando che in un’Azienda dove ci sono stati 50 dipendenti contagiati e quasi 500 sottoposti a sorveglianza sanitaria o in quarantena, l’individuazione dei reparti a rischio alto o medio non può essere limitato alle sole aree strettamente COVID”.

“Non vogliamo fare facile retorica, né scivolare nella demagogia spicciola, ma riteniamo che oltre agli applausi ed ai ringraziamenti si debba dare anche il giusto riconoscimento economico ai lavoratori che si stanno sacrificando molto in questa battaglia contro il covid-19 e per la tutela della salute pubblica”, proseguono i sindacati. “I manager dovrebbero agire a tutela del personale che gestiscono, non solo a tutela degli obiettivi di budget, soprattutto quando si tratta di personale che in questi giorni sta lavorando in situazione di estremo stress, spesso con DPI razionati e in un regime di costante emergenza”.

“L’applicazione dell’indennità infettivologica, inoltre, non può assolutamente essere ricondotta a una platea di meno di cento lavoratori con atti unilaterali. L’accordo sottoscritto prevede fasi di confronto, come prevede il CCNL, a cui l’azienda non può sottrarsi. Perché in una condizione di emergenza sanitaria così estesa siamo fermamente convinti che l’indennità andrà riconosciuta a tutto il personale che ha prestato servizio in questi giorni. Sfidiamo l’azienda a dimostrare il contrario”, scandiscono ancora Fp Cgil San Camillo-Forlanini e Uil Fpl San Camillo-Forlanini.

“Riteniamo questo comportamento inaccettabile”, concludono. “La direzione del San Camillo Forlanini deve integrare subito i provvedimenti e rivedere completamente numeri e quadro di bonus e indennità. Come la Regione assegnerà le risorse per il riconoscimento del disagio e l’impegno ai lavoratori suddividendo i 24 milioni di euro previsti nell’accordo, sarà inoltre necessario provvedere subito a un confronto aziendale in modo da riconoscere tale indennità a tutti i lavoratori. Se non avremo giustizia, daremo battaglia”.


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