FP CGIL ROMA LAZIO

testata smart FPromalazio

ico ministeri md

ico enti locali md

ico sanita md

ico privato sociale md

ico ministeri lg

ico igiene ambientale md

ico vigili fuoco md

ico sicurezza md

ico enti locali lg

ico sanita pubblica lg

ico sanita lg

ico privato sociale lg

ico igiene ambientale lg

ico vigili fuoco lg

ico sicurezza lg

ico ministeri sm

ico enti locali sm

ico blog md

ico regione md

ico info md

ico blog lg

ico sanita sm

ico regione lg

ico privato sociale sm

ico igiene ambientale sm

ico info lg

ico vigili fuoco sm

ico sicurezza sm

ico regione sm

ico info sm

La nostra solidarietà all’agente di polizia penitenziaria del carcere di Cassino che ieri sera è stato aggredito al rientro da una visita in infermeria. Il ripetersi di aggressioni di questo tipo richiama, se non fosse ancora evidente, l’urgenza di affrontare in modo organico le condizioni delle carceri, nel Lazio come ovunque nel Paese in condizioni critiche. Serve un immediato piano assunzionale e contestualmente l’adozione di misure alternative alla reclusione, che includano adeguati percorsi di cura che assicurino, per scongiurare casi come questo, i detenuti con problemi psichiatrici tanto quanto consentano agli agenti di vigilare e svolgere il proprio dovere in sicurezza.

Ricordiamo che i detenuti nelle carceri del Lazio sono più di quanti dovrebbero essere, mentre gli agenti in servizio sono troppo pochi. In un rapporto sproporzionato che amplifica le conseguenze: 1000 agenti in meno e 1000 detenuti in più.Oltre 100 i detenuti in più a Cassino (310 contro i 203 regolamentari) , mentre come nel resto delle carceri della Regione gli agenti in servizio sono meno del previsto. L’aggressione è avvenuta alle 22 circa di ieri sera: se fosse accaduta qualche ora dopo, l’agente in servizio – uno solo per l’intero padiglione di tre piani – si sarebbe trovato da solo ad affrontare l’aggressione e non avrebbe ricevuto soccorso in breve tempo. Sovraffollamento e nessun investimento sul personale sono una combinazione esplosiva ed episodi come questo si ripetono di continuo. Le condizioni di lavoro nelle carceri non sono sostenibili, senza contare che diretta conseguenza delle carenze e della difficoltà di lavorare in sicurezza, con maggiori carichi di lavoro, sono stress e burnout.

Come dalle istituzioni territoriali competenti ci aspettiamo misure concrete per garantire, in tali condizioni, maggiore sicurezza agli agenti e adeguata assistenza ai detenuti, così auspichiamo che il Ministero investa con la dovuta attenzione nel settore.  Non vogliamo che si scherzi o si sottovaluti una divisa che spesso costa cara a chi la indossa con dignità e dedizione, ogni giorno.

Così la Fp Cgil di Roma e Lazio in una nota.

Roma, 16 febbraio 2019

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Leggi di più