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Le ulteriori misure in materia di contenimento della pandemia da Covid-19 indicate nella legge 77 del 17 luglio scorso, art. 263 “Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile”, organizzano le attività di lavoratrici e lavoratori alla luce del nuovo contesto di ripresa delle attività su tutto il territorio nazionale, ponendo la necessaria attenzione sulle persone fragili.

Rimane ferma la necessità di “vestire” quelle misuresulle realtà degli immobili di ogni Ente dove i datori di lavoro, di concerto con il Comitato Anti-Covid di parte sindacale, il responsabile dell’immobile, i RSPP, i medici competenti, e gli uffici sulla sicurezza devono, a seguito di una efficace valutazione dei rischi, determinarne la gestione dei luoghi di lavoro indicando un numero di presenze, possibili da gestire secondo le squadre di emergenza organizzate e presenti. 

Anche il “Protocollo anti-Covid” che l’Ente ha emanato sulla base degli accordi tra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo, necessario a disciplinare le fasi di rientro da quella così detta “Fase 2” in poi, dovrà essere adeguato alle nuove disposizioni (leggi ns. comunicato https://bit.ly/3hoIpim)

In questo mese di settembre ci sono stati due incontri in videoconferenza tra il Comitato di parte sindacale, quello di parte datoriale e l’Amministrazione, il primo dei quali assolutamente interlocutorio dove abbiamo ribadito che la valutazione del rischio non può essere minimizzata e che, per esempio, la variazione del numero massimo di presenze per Via Ribotta, indicato nel Protocollo in ragione di 180 unità (considerando anche l’USR, Capitale Lavoro e il personale della manutenzione e pulizie), se aumentato, dovrà trovare giustificazione da reali possibilità di abitazione dell’edificio. Per Palazzo Valentini abbiamo ribadito la necessità di fissare il numero di presenze possibili (mai indicato nel protocollo) e di regolamentare le diverse attività che si svolgono all’interno dello stabile (lavoro ordinario di ufficio, attività legate al Consiglio che muovono un numero di persone differenti sia interne che esterne alla struttura) affinché la sicurezza non sia soltanto un elenco di cose che rimangono scritte su un documento, senza che abbiano un seguito.

Per riprendere i lavori da dove avevamo lasciato prima della pausa estiva, il Comitato di parte sindacale ha inviato la nota con prot. 1344 del 7/9/2020, nella quale si ricordano all’Amministrazione gli argomenti ancora in sospeso per risposte e soluzioni e la nota con prot. 1372 del 10/8/2020 con la quale, in previsione della riunione che si sarebbe svolta il giorno successivo, si suggerivano argomenti da mettere all’ordine del giorno da discutere. Inoltre, in considerazione del fatto che all’interno dell’Ente abbiamo tanti datori di lavoro quanti sono i dipartimenti/uffici extradipartimentali/uffici centrali, abbiamo chiesto in una nota firmata da Cgil, Cis, Uil e la RSU prot. 1373 del 11/9/2020 che venga nominato un coordinatore che possa fare sintesi tra tutti i datori di lavoro ed evitare prese di posizioni verbali o scritte da parte di singoli dirigenti, che non tengono conto delle vere esigenze in materia di sicurezza.

Ricordiamo che la circolare del Direttore del Dipartimento I, prot 31 el 10/9/2020, ha spostato il rientro per tutte e tutti al 1 ottobre 2020 proprio per dar modo all'Ente di fornire indicazioni adeguate in materia di sicurezza all'interno degli uffici.

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