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Ci stiamo avvicinando alla così detta “FASE 2” dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e ad oggi l’Ente ha comunicato alle OO.SS. solo notizie ufficiose e generiche ma nulla che possa aiutarci a dare risposte a colleghe e colleghi che si trovano nella condizione di dover organizzare la propria quotidianità, anche in virtù del fatto che le scuole, per quest’anno, hanno cessato le loro attività.

Enti ed Istituzioni intanto si sono mosse: l'l’INAIL ha emanato un documento tecnico nel quale classifica aziende ed enti che dovrebbero riprendere la loro produzione di beni e servizi, attribuendo a ciascuna/o un grado di gravità, secondo il quale attrezzare ambienti e procurare i necessari DPI al fine di assicurare la frequentazione degli uffici alle/ai dipendenti e clienti/utenti con le cautele di cui si necessita. Anche la ministra Dadone, nella giornata di ieri in un’intervista ha ipotizzato di andare oltre il 4 maggio per la riapertura degli Enti, ipotizzando un rientro scaglionato rispetto alle altre attività sui territori e dato indicazioni su come procedere nell’erogazione di alcune attività, all’interno degli Enti, che potrebbero risultare più delicati dal punto di vista della gestione delle pratiche (per esempio le attività di sportello). Alla luce di quanto sopra, l'Ente dovrebbe essere in grado di definire tempi e modalità di accesso agli uffici.

Sulla fornitura di “mascherine”. Dopo aver appreso dal sito dell’Ente che, con decreto nr 32 del 15/4/2020 firmato dal Vicesindaco qualche giorno fa si è proceduto alla distribuzione di 10.000 mascherine del tipo KN95 (FFP2) ai Comuni dell’area metropolitana. Visto che l'Ente è ora in grado di reperire sul mercato DPI adeguati, nella lettera abbiamo chiesto che, a lavoratrici e lavoratori, vengano riservate stesse accortezze riservate ai Comuni, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi per coloro che hanno assicurato servizi essenziali (viabilità e polizia metropolitana) ai quali sono state fornite solo mascherine prodotte da aziende “riconvertite”, per le quali l’Ente dovrebbe aver richiesto al produttore le necessarie garanzie di fabbricazione e la certezza della sanificazione di ogni pezzo prima della consegna, come prescritto dal Ministero della Sanità.

 

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