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“La prima giornata di apertura delle strutture di Nidi e Scuole dell’infanzia capitolini è all’insegna del caos e dell’improvvisazione organizzativa. Ieri gli asili nido, oggi le scuole dell’infanzia: nel primo giorno di apertura delle strutture educatrici ed insegnanti ci segnalano disfunzioni e carenze nelle misure di sicurezza. Tante (troppe) le comunicazioni che ci giungono dalle strutture educative e scolastiche di tutta Roma: giardini incolti, ambienti non puliti (quindi è difficile pensare che siano stati sanificati o che ad oggi possano ritenersi tali), assenza della segnaletica obbligatoria sia dei percorsi che delle prescrizioni relative ai comportamenti da adottare in termini di distanziamento nonché di tutte le altre previste dal CTS, carenza di DPI (in molti casi mancano mascherine e gel disinfettanti), residui di materiale da lavorazioni edili, insufficienza tempi lavoro servizi ausiliari (un’ora in apertura e un’ora in chiusura).

Difficoltà riscontrate in tutti i territori e in quantità così diffuse da destare allarme e preoccupazione. Non si tratta di fatti episodici, è chiaro che il sistema sembrerebbe a questo punto non monitorato e non coordinato, non sta funzionando. Purtroppo si è verificato quello che non avremmo mai voluto che accadesse: ieri ed oggi educatrici ed insegnanti hanno ripreso a lavorare senza le necessarie garanzie di sicurezza. Le tante belle parole ma soprattutto il documento della Task Force capitolina non sta producendo fatti concreti (per il momento). Se non si interviene subito non sarà possibile garantire l’avvio dell’anno educativo scolastico in sicurezza così come annunciato. L’Amministrazione probabilmente ne era consapevole.

Le dichiarazioni della Sindaca suonavano già come un campanello d’allarme. Purtroppo non è stato sufficiente dire “Sicuramente la riapertura dell'anno scolastico creerà criticità”, bisogna che si agisca con urgenza per eliminare le criticità, altrimenti le scuole non potranno riaprire in sicurezza così come la città si auspica. La sicurezza, in particolare in questo periodo di Covid-19, non è elemento “trattabile”, vanno garantite tutte le misure previste dai protocolli, non ci possono essere strutture aperte senza mascherine o gel a disposizione, se gli ambienti non sono sanificati non ci si può entrare. Non sono “raccomandazioni” sono obblighi di legge in capo ai rispettivi datori di lavoro. Dopodomani incontreremo l’Amministrazione e, lo diciamo da subito, non saranno sufficienti le solite rassicurazioni.
Porteremo sul tavolo “fatti”: foto e resoconti dettagliati delle condizioni in cui attualmente versano scuole e nidi e ci aspettiamo atti concreti e immediati per interventi risolutori.
Vogliamo che il 9 settembre riaprano i nidi e il 14 le scuole e che riaprano in sicurezza per i bambini e le bambine e per chi ci lavora. Insisteremo nella richiesta dell’apertura di un tavolo permanente, come previsto dall’accordo quadro, per monitorare e intervenire sull’andamento della gestione dei servizi educativi scolastici e confermeremo la nostra disponibilità a collaborare per la ricerca di soluzioni ai problemi che ci sono e che possono verificarsi, semprechè l’Amministrazione abbandoni quell’approccio di decisioni unilaterali, che sta producendo le disfunzioni denunciate”.

Così in una nota Marco D’Emilia, Fp Cgil Roma e Lazio, Giancarlo Cosentino, CISL FP Roma Capitale Rieti, Francesco Croce, UIL FPL Roma e Lazio.

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CONTATTI

RESPONSABILE: Marco D'Emilia

INDIRIZZO E-MAIL: romacapitale@lazio.cgil.it

 

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