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Con la delibera approvata oggi, la Regione Lazio definisce lo stanziamento di risorse per l’acquisto, in tre anni, di 117 nuovi mezzi di soccorso, stanziando 5,3 milioni per la prima tranche 2020, che doteranno l’Azienda regionale di soccorso di 33 nuove ambulanze e 5 automediche. Successivamente, il piano prevede l’acquisto di 39 mezzi nel 2021 e 40 per il 2020. Al contempo, è necessario che si riavviino in tempi rapidi le procedure pubbliche di reclutamento del personale necessario, a partire dal concorso già bandito per 138 posti di operatore tecnico specializzato - autista d’ambulanza le cui prove sono state sospese per l’emergenza Coronavirus.

“È la direzione giusta, sulla strada tracciata da maggio 2019 con l’accordo tra sindacati e Regione Lazio per la reinternalizzazione progressiva di tutti i servizi di emergenza e la salvaguardia del personale che vi opera, servizi che nel Lazio sono ancora affidati al privato per circa il 50%”, dichiarano Natale Di Cola, Cgil Roma e Lazio, e Giancarlo Cenciarelli, Fp Cgil Roma Lazio.

“Dotare le strutture pubbliche di autonomia operativa, con mezzi e personale, stabilendo percorsi di valorizzazione di chi già svolge questo servizio in appalto, con l’obiettivo di riportare al centro la gestione diretta del servizio pubblico e riconoscere ai lavoratori, già qualificati e specializzati, il giusto contratto e i dovuti diritti, sono da sempre le priorità del sindacato. Un punto su cui la Regione ha sempre convenuto. Pochi mesi fa è stata fermata una delibera aziendale che andava in direzione opposta, prevedendo l’esternalizzazione dei servizi di soccorso extra ospedalieri”, proseguono Di Cola e Cenciarelli.

“Come per ogni ambito dei servizi sanitari regionali, non solo il governo, ma anche la gestione diretta deve poter tornare prevalentemente in mano al pubblico: ne va della qualità come dell’accessibilità dei servizi come della tutela del lavoro e delle professionalità. Due aspetti tra loro legati a doppio filo. Vale per le RSA e i servizi riabilitativi, così come per i servizi di emergenza sanitaria territoriale. Ares 118 è un’azienda pubblica e si deve andare progressivamente verso l’acquisizione di personale interno, dando valore a chi già da anni vi opera da esternalizzato, non solo attraverso clausole di salvaguardia nei successivi affidamenti ma anche nelle procedure concorsuali per l’internalizzazione di personale. Nelle 10 mila assunzioni e nell’investimento straordinario che servono per il rilancio del SSR laziale, una parte importante riguarda gli operatori specializzati e i servizi d’urgenza”, indicano nella nota congiunta i Segretari di Cgil confederale e categoria dei servizi pubblici.  

“Continueremo a vigilare perché si prosegua in tempi celeri. Lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori che, come tutti gli operatori coinvolti nella rete ospedaliera e territoriale, hanno dato un contributo essenziale alla gestione dell’emergenza Covid, Se nel Lazio si sono raggiunte risposte efficaci nel contenimento, è anche e soprattutto a chi ha saputo adattarsi, a nuovi ritmi di lavoro come a complesse procedure operative, con professionalità e passione, per garantire tutela, protezione e immediata capacità di intervento per la salute di tutti”, concludono Cgil e Fp Cgil.

L'accordo e il comunicato congiunto - maggio 2019

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