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AMA nella paralisi, e a pagare sono sempre i lavoratori.

Di seguito la lettera (scaricala in pdf) inviata oggi da Cgil, Cisl e Fiadel per contestare i trasferimenti fuori dalle regole contrattuali, la gestione della chiusura dell'Officina Salario e il mancato confronto sul lavoro durante le imminenti festività.

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Roma, 17 aprile 2019

Alla C.a. dell’Amministratore Unico di Ama Spa
del Responsabile del Personale

e della Direzione Risorse Umane

Oggetto: Ods festività, trasferimenti e Officina Salario.

Con rammarico constatiamo che il management aziendale continua a non tener fede agli impegni assunti ai tavoli. Gli Ordini Di Servizio sulle festività sono stati inviati senza confronto con le organizzazioni sindacali e la convocazione di oggi, arrivata fuori tempo massimo, è stata persino spostata a venerdì 19. A fine 2018, dopo la disastrosa gestione dei comandi – disposti fuori dalle regole aziendali e spesso punitivi - chiedemmo di discutere il calendario delle festività per l’intero anno, dando modo ai lavoratori di pianificare le ferie. Avremmo evitato la solita gestione domestica, con alcuni capi – non tutti, perché molti operano nell’ambito della correttezza – che effettuano comandi lampo, con tempi che mortificano le lavoratrici e i lavoratori.

A tal proposito anticipiamo che tuteleremo tutti i lavoratori, iscritti e non, in caso di comandi non strettamente legati all’offerta di servizi pubblici essenziali e che verificheremo se i comandi verranno ripartiti equamente, visti i problemi verificatisi durante le festività natalizie. Problemi segnalati all’azienda e mai risolti.

Nel frattempo notiamo con disappunto che sono ricominciati i trasferimenti in violazione delle norme contrattuali sui trasferimenti individuali e plurimi (Ods 48 e 47 del 17 04 2019), come sempre in assenza di trasparenza in merito alle graduatorie. In particolare risulta uno schiaffo ai lavoratori il fatto che tali trasferimenti riguardino impianti coinvolti da processi di mobilità su cui ancora non è stato possibile completare il tavolo aperto all’indomani dell’incendio al Tmb Salario.

Quanto al trasferimento a seguito della chiusura dell’Officina Salario – causata da una intollerabile sciatteria di parte aziendale, che come sempre non ha sortito alcuna conseguenza – ormai è chiaro l’intento punitivo: invece di stabilire le responsabilità su un’unità produttiva fuori norma, si trasferiscono i lavoratori a trenta chilometri di distanza. Punirne 8 per educarne 7.500?

L’impegno dell’azienda era di effettuare la rotazione del personale trasferito a Ponte Malnome e di lasciare il maggior numero dei meccanici del Salario nell’officina di Ateneo Salesiano, per permettere celeri interventi dell’officina mobile. Una rotazione necessaria per alleviare le pesanti ricadute sulle loro tasche, visto che parliamo di lavoratori costretti a percorrere oltre 60 chilometri in più al giorno. I numeri sono stati ribaltati, il tavolo per gestire definitivamente la vicenda mai convocato, e un’intera struttura aziendale non è stata in grado di predisporre un semplice atto, arrivando a prolungare di una settimana gli effetti del precedente Ods di trasferimento temporaneo. Un trasferimento che era già stato tentato in altre occasioni, per ragioni occulte, e che anche in questo caso rientra in una logica più feudale che aziendale: a conti fatti sono stati tutelati i soli preposti, che per altro non coprono tutti i turni, con il paradosso che a coprire quei turni sono sempre gli operai, come succede da anni. È giunto il momento di riaprire il tavolo sulla riorganizzazione e di farlo avendo tutti i dati necessari, a partire dai costi, officina per officina, delle lavorazioni esterne e delle performance delle singole unità produttive.

Le Segreterie di Roma e Lazio

Fp Cgil
Alessandro Russo

Fit Cisl
Luigi Benedetti

Fiadel
Massimo Cicco

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