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“Un’ordinanza che arriva di notte, dopo un passaggio in Assemblea Capitolina dove il massimo che si è riusciti a fare è, com’è stato per 5 anni, scaricare responsabilità sulla Regione e chiedere – dopo anni di mancato confronto istituzionale, l’appoggio e la solidarietà dei sindaci dell’area metropolitana. Imponendo d’ufficio la riapertura della discarica di Albano”.

Così la Cgil di Roma e Lazio, la Fp Cgil di Roma e Lazio, insieme alle strutture territoriali di Cgil e Fp di Roma Sud-Pomezia-Castelli.

“Anni che avrebbero potuto essere spesi per costruire un percorso condiviso con il territorio, metropolitano e dell’intera regione, da una parte, e per dare gambe e risorse all’azienda pubblica capitolina, dandole una dimensione industriale di rilevanza almeno regionale, a partire dall’investimento su impiantistica, mezzi e personale. Investimenti che sono mancati: basti vedere le precarie condizioni di sicurezza, al limite della dignità, in cui operano le officine di Ama, gli operatori, i lavoratori dei cimiteri (altro settore su cui il giudizio dei cittadini è negativo, come dimostra anche la nostra recente indagine sui servizi effettuata da Cgil e Federconsumatori)”, prosegue il sindacato.

“Un colpo di coda, quello dell’ordinanza – subito impugnata dai sindaci interessati – atteso quanto irrispettoso, che il sindacato non condivide. Quel che sosteniamo da sempre – senza aver né interesse né ruolo a entrare nel dibattito politico – è che l’intera regione deve andare verso un’autosufficienza e una capacità di risposta sul servizio ambientale virtuosa ed efficiente. Chiaramente, maggiore è il contributo richiesto alla Capitale, che pesa come metà dell’intera popolazione (e in proporzione di rifiuti prodotti) del Lazio”, aggiungono Cgil e Fp.

“Lo abbiamo ribadito anche in Consiglio comunale ieri: a Roma si è scelto di non scegliere. A metà del 2019 abbiamo firmato il patto per il decoro, poi disatteso. Con denunce, esposti, scioperi, abbiamo chiesto più volte investimenti veri per potenziare il servizio. Le assunzioni rivendicate dalla sindaca sono quelle programmate dal 2017, e ora stanno procedendo, a rilento, compensando a malapena la riduzione del personale – aumentata da altri pensionamenti – e il disastro occupazionale generato dalla chiusura di parte degli appalti sulle utenze non domestiche. Le discariche non sono l’unico problema e la loro riapertura non è la soluzione: come Albano, si insiste anche su quella di Colleferro, dimenticando che il territorio ricade all’interno di un sito di interesse nazionale, e che forse non avrebbe mai dovuto essere aperta, dato il carico ambientale che già gravava nella zona per l’eredità dell’ex Snia”, prosegue la nota.

“L’assenza di scelte non può e non deve scaricarsi sugli operatori e sui cittadini, né essere pagata – specie in questo modo – dal territorio metropolitano e dalle altre province. Crediamo a questo punto che l’unica via d’uscita sia il commissariamento della Sindaca Raggi su un tema così delicato su cui ha ampiamente dimostrato incapacità di governo, e con ricadute emergenziali già pagate da lavoratori e cittadini tutti. Ne va del rispetto del lavoro e della credibilità istituzionale, non più solo di questa città, ma sulla tenuta ambientale e sociale dell’intera regione”, conclude il sindacato.

 

L'intervento del Segretario Generale Fp Cgil Roma Lazio il 14 luglio 2021 in Assemblea Capitolina 

 

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