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“Sono solo parole?”: è questo il titolo dell’iniziativa che la Fp Cgil INPS realizza quest’anno, come sempre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, nell’assemblea aperta a tutto il personale, per l’intera giornata del 19 novembre. 

È ormai una mobilitazione permanente e lungo tutto l’anno quella che caratterizza l’azione sindacale della Cgil per una nuova cultura di genere.

Una battaglia la cui urgenza è dettata dall’aumento di violenze e femminicidi, in un contesto di pericolosa regressione culturale e valoriale. Il fenomeno della violenza di genere ( fisica, sessuale, verbale, psicologica, economica e morale) è in Italia di dimensioni allarmanti, sia per il numero delle vittime sia per l’elevatissima percentuale dei casi non denunciati (meno del 10%). Per una riflessione complessiva sulla condizione femminile sul lavoro e in ogni contesto, sul livello attuale della rete di servizi di supporto, e per fare passi concreti verso il riequilibrio e l’espansione delle tutele, è necessario partire dalla consapevolezza di ciò che definisce e fonda il contesto culturale in cui ci troviamo ad agire: il linguaggio. Le parole sono pietre, e non sono mai neutre.

“Sesso debole”, “femminuccia”, “donna con le palle”. Troppe sono le parole che – apparentemente innocue – lasciano segni profondi, dolorosi quanto invisibili, che colpiscono forte ma lasciano indifferenti a quel che si consuma intorno. Dal linguaggio, specchio della società che lo utilizza, si evince la cultura e si definiscono relazioni, si mantengono o si mutano equilibri sociali. Dalla cultura derivano pregiudizi, asimmetrie, discriminazioni, violenze e – di contro – si perpetuano crimini nell’indifferenza collettiva, depotenziando il messaggio, rovesciando responsabilità, criminalizzando le vittime. Lasciando il fenomeno sottotraccia e a livello di dichiarazione d’intenti, si motiva la scarsa connessione ed efficacia dell’intervento pubblico, così come si lascia indietro in molti casi la contrattazione di genere, volta a riequilibrare la condizione di lavoro delle donne, le disuguaglianze di carriera e retribuzione – e le penalizzazioni conseguenti nel trattamento previdenziale - così come nella prevenzione e nel contrasto a violenze e discriminazioni. L’INPS nel 2016 ha attivato il congedo retribuito per le vittime di violenza, un’azione fondamentale ancora poco diffusa nel resto delle amministrazioni.

Per riflettere sul linguaggio sessista nelle relazioni, sul lavoro, in famiglia, il 19 novembre presso la Direzione Generale INPS – Sala Aldo Moro , via Ciro il Grande 21, dalle 10.00 per l’intera giornata, si terrà l’assemblea aperta a tutto il personale, nel corso della quale verrà proiettato il cortometraggio “In her shoes” di Maria Iovine (premio Zavattini 2017).
A seguire il dibattito con il filosofo Lorenzo Gasparrini, la Presidente della cooperativa Be FREE Oria Gargano e Anna Vernarelli, segretaria Fp Cgil Roma e Lazio per le politiche di genere.

La locandina (PDF)

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE IN LIS: 

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