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L’interpello indetto per 50 funzionari per le esigenze della Direzione Generale è sbagliato sia nei modi che nei tempi.

Un interpello “fintamente” nazionale, visto che l’impatto quasi esclusivo sarà per le sedi di Roma, e inopinatamente restrittivo, poiché riservato solo ad uno specifico profilo professionale, la cui genesi è ben nota a tutti.

Gravi saranno le conseguenze sul precario equilibrio che le sedi di Roma, con fatica, stavano cercando di trovare dopo l’innesto di 49 ragazzi nuovi assunti, che da subito hanno dimostrato di sapersi rimboccare le maniche, di avere voglia di imparare, e il desiderio di collaborare attivamente alla funzionalità dell’Istituto.

Teniamo a precisare che non vogliamo assolutamente limitare le legittime aspirazioni dei nuovi colleghi, ma è chiaro a tutti che ogni operazione debba rispettare certe priorità e certe regole.

Ci chiediamo infatti: se l’interpello è riservato solo ad un profilo specifico, vuol dire che chi lo ricopre sta svolgendo un lavoro diverso rispetto a quello dei colleghi con profilo amministrativo? In realtà questa differenza non ci risulta affatto, poiché i colleghi col profilo di analista di processo-consulente professionale sono stati inseriti nei processi produttivi al pari degli altri colleghi. Quindi perché limitare tale interpello solo ad alcune figure?

Non accettiamo che i lavoratori delle Sedi di Roma vengano presi in giro per l’ennesima volta da una Amministrazione "Pinocchio" che prima promette attenzione alle esigenze del territorio, impegna i lavoratori esperti nella formazione e nell’affiancamento dei nuovi colleghi, e poi, inspiegabilemtne, sottrae queste nuove risorse, facendo ripiombare gli uffici nelle annose difficoltà alle quali si aggiungono anche i tanti pensionamenti in arrivo.

Comunicato FP CGIL Roma e Lazio - CISL FP Lazio - UILPA Roma Lazio

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