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Una delle pagine più drammatiche della Resistenza italiana al nazifascismo è quella dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto a Roma il 24 marzo 1944.
E il 24 marzo 2019 ricorre il 75° Anniversario dell’Eccidio.
Ricordare le 335 vittime innocenti tra cui i dipendenti Inps Guido Costanzi, Carlo De Giorgio, Aladino Covoni e Luigi Pierantoni, è un dovere, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
In questi giorni in cui ci ha lasciato Tina Costa - la piccola staffetta Partigiana - attivista instancabile dei diritti civili, modello di impegno e di lotta per l’uguaglianza, sentiamo forte il dovere di conservare e tramandare la memoria dell’orrore che il fascismo ed il nazismo hanno generato.
L’invito alla riflessione storica può contribuire a rinnovare quei sentimenti di umanità e solidarietà che nella contrapposizione al nichilismo nazifascista riuscirono a suscitare in tutta la popolazione, pur nella diversità delle forze politiche, quello slancio emotivo che animò i nostri padri costituenti nel presidiare i diritti di libertà.
Storicamente è dimostrato che in presenza di gravi efferatezze l’umanità trova la forza di reagire e di ritrovare i più profondi sentimenti di comunanza. Ma sarebbe opportuno imparare a prevenire le situazioni di emergenza coltivando il senso di responsabilità anche quando tutto appare tranquillo. Non è facile, il torpore generato dalla leggerezza emotiva implicita nella civiltà dei consumi favorisce la deresponsabilizzazione. Il rischio è quello di non accorgersi dei segnali evidenti di un attacco diretto ai primari diritti di civiltà.
La memoria della barbarie nazifascista ci impone di reagire, anche in via preventiva, contro qualsiasi attacco ai diritti di civiltà.
Ricordare e tramandare è un compito fondamentale per difendere la Democrazia.
E su questi principi la Cgil c’è… ci siamo… ogni anno, sempre!

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