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Avevamo già lanciato l’allarme occupazione all’INPS: troppo pochi e con un’età media elevata (nel Lazio sopra la media nazionale), e il rischio di aggravamento dei carichi di lavoro a seguito dell’introduzione delle nuove misure, non solo quota 100 e reddito di cittadinanza, ma anche anticipo della liquidazione, pace contributiva, riscatto agevolato della laurea. Data la mole di richieste, che si aggiunge all’ordinaria attività, si dispone l’apertura delle sedi anche di sabato, chiedendo quindi ai lavoratori più turni di lavoro. 

Così denuncia la Fp Cgil di Roma e Lazio: “I lavoratori , tra l’altro ancora in attesa del contratto integrativo 2018, accettano i sacrifici, e lo fanno con grande responsabilità e dedizione, ben conoscendo il disagio di larga parte di questo paese e quanto sia essenziale rispondere efficacemente alle richieste dei cittadini. Mentre i vertici attuali - in attesa della nuova governance e timorosi del loro futuro - sembrano più voler assecondare gli spot governativi che pensare a come potenziare la macchina dell’Istituto.

Ricordiamo che 1 lavoratore su 3 attualmente ha un’età compresa tra 61 e 70. Quindi oltre 800 lavoratori potrebbero lasciare nei prossimi anni gli uffici di Roma e del Lazio. In 4 anni sono usciti circa 4000 lavoratori in tutta Italia e come minimo altre 2500 usciranno entro il 2020: i nuovi ingressi non colmeranno le uscite. Al netto dei pensionamenti, ci saranno poco più di 1300 persone da redistribuire nelle sedi INPS di tutta Italia.

Da ovunque la si guardi, nuove risorse sono imprescindibili: per rendere concreta ed efficace l’attività, per redistribuire i carichi di lavoro e potenziare le attività degli uffici, per dare servizi efficaci ai cittadini. Perché tutti sappiamo come una qualsiasi inefficienza aumenti il rischio di ricadute sul “front-office”, ovvero chi sta allo sportello, che è però l’ultimo dei responsabili se qualcosa non va, a livello gestionale e organizzativo. Ma sono i primi a subire aggressioni, verbali e spesso fisiche, da parte dei cittadini esasperati. Continuiamo a denunciare che per gestire l’aumento di domande, a seguito delle nuove misure introdotte, a mancare sono le adeguate risorse umane: serve un piano straordinario di investimenti e assunzioni immediato”.

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