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 “Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Fabrizio Greco, morto questa notte nello stabilimento FCA di Cassino, dove ora i lavoratori sono in sciopero. È inaccettabile che il trend di incidenti, gravi e troppo spesso mortali, sia in continua crescita. Servono interventi concreti a tutti i livelli, per creare in questo paese una vera cultura della sicurezza. Formazione, manutenzione dei mezzi, dispositivi adeguati, e soprattutto più controlli e ispezioni, con una forte regia pubblica. Senza personale nelle strutture pubbliche di controllo e tutela della salute, la sicurezza resta un diritto inattuabile: nel Lazio i servizi Spresal (di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) delle ASL sono tra quelli che più hanno sofferto la carenza di organico e di mezzi adeguati per svolgere adeguatamente il proprio compito. Manca il 40% del personale in tutto il territorio regionale, e in alcune ASL, come la Roma 3, la più estesa sul territorio, in 20 anni il personale si è addirittura dimezzato. È un effetto del blocco delle assunzioni e degli anni di commissariamento del sistema sanitario regionale, che in generale hanno prodotto un calo drammatico negli organici di Asl e ospedali, difficilmente recuperabili con le assunzioni previste per i prossimi anni. Un servizio troppo spesso sottovalutato, ma essenziale. Così come all’ispettorato nazionale del lavoro, l’agenzia che ha acquisito le attività già svolte da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, le figure degli ispettori tecnici, deputati alle attività di controllo, sono solo 30 per 400 mila aziende che operano su Roma e Lazio, e non tutti sono impiegati nell’attività ispettiva. Solo 12 per l’area romana. Data l’età media elevata, tanti di loro andranno in pensione entro nel 2020. Numeri assolutamente inadeguati per rendere effettivo anche un livello basilare delle attività di controllo e effettivo rispetto delle norme esistenti. Insufficienti anche le assunzioni previste, in una tranche di 60 nuovi ispettori per l’intero territorio nazionale”.

“Minore controllo e scarsa prevenzione significano maggiore rischio e, quindi, maggiori costi sociali: non è possibile ridurre il numero di incidenti senza un adeguato e straordinario investimento, che rafforzi il ruolo del pubblico sulle misure di prevenzione e sui controlli. Nel Lazio, come ovunque, serve un piano straordinario di assunzioni e maggiori risorse a tutela della salute, delle condizioni di lavoro e della vita stessa di lavoratrici e lavoratori”.

Così in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio.

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