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"Mai come in questi tre anni di amministrazione Raggi il sistema dei servizi pubblici capitolini ha raggiunto livelli di degrado così alti. Non c’è bisogno di elencare i tanti disservizi che incontrano ogni giorno cittadini e visitatori di questa città. Il degrado è dei servizi come delle condizioni di lavoro. Roma Metropolitane, e oggi Multiservizi, sono l’emblema di una gestione disastrosa che ha trattato le partecipate capitoline come “altro” dal bene pubblico che l’ente che ne ha proprietà e responsabilità ha scelto di mettere in continua difficoltà. Ora gli effetti previsti quanto tragici di una scellerata politica di destrutturazione del patrimonio pubblico che ricadono tutti su lavoratori e cittadini. 
Le assunzioni bloccate dalla partita infinita sui bilanci in AMA, sovraccarica i turni e il lavoro di chi resta. Mezzi guasti, disastrosa gestione degli appalti, a partire dalle utenze non domestiche, caos persino negli abiti da lavoro, e, dalle officine alle zone, livelli di sicurezza inaccettabili. Troppo spesso lavoratori e lavoratrici vengono attaccati e aggrediti. Ma non sono loro la causa di tutto questo, quanto piuttosto pagano tanto quanto i cittadini l’irresponsabilità di chi governa questa città e compie scelte scellerate e non condivise. In Ama sono cambiati 6 management in 3 anni, 2 anni senza bilanci, 0 progetti per l'impiantistica, e ora le relazioni industriali sono sospese. Le società pubbliche sono oggetto di una gestione paradossale, non trasparente e opaca che da una parte dichiara il rilancio e dall’altra toglie solidità e certezze. Tra le società che domani incroceranno le braccia, anche Zètema Progetto Cultura, che gestisce il patrimonio culturale delle biblioteche e dei siti storici e museali. Anche qui le cose non vanno bene. Piuttosto che investire sul rilancio della società e valorizzarne le attività, si è preferito smantellarne intere parti, come la cessione dei teatri attraverso l’affitto di ramo d’azienda. Non sono state fatte assunzioni, mentre i servizi al pubblico sono stati esternalizzati. Sono stati tolti i punti di informazione turistica e si è complessivamente ridotta l’offerta di servizi al turismo, scelta che parla da sola sul livello di cura e attenzione mostrato verso l’enorme flusso di visitatori della Capitale. 
Saremo in piazza domani 25 ottobre, alle 10 in Campidoglio, per lo sciopero generale di tutte le partecipate proclamato da Cgil Cisl e Uil. La città non merita questa crisi generalizzata e senza precedenti: il patrimonio pubblico deve essere difeso, e con esso il lavoro e la tutela di chi ogni giorno garantisce servizi e diritti di tutti”. 
Così la Fp Cgil di Roma e Lazio in una nota.
 
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