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Approvato al XVIII Congresso della CGIL l'Ordine del Giorno sul sistema di accoglienza e sulla grave emergenza del CARA a Castelnuovo di Porto. Nella stessa giornata (24 gennaio)  il presidio al MISE per il rischio licenziamento dei 120 lavoratori lì impiegati. 

Questo il testo:  

Lo sgombero del CARA di Castelnuovo di porto annunciato dalle Autorità competenti, getta L’ennesima ombra inquietante sull’operato del Governo .

Sono i primi effetti del decreto sicurezza immigrazione che porta il nome del ministro Salvini.
La Cgil ha sempre evidenziato le criticità di strutture come Cara e CAS, privilegiando, come soluzione, l’implemento e la diffusione del sistema SPRAR, di accoglienza diffusa, ovvero tutte quelle forme di accoglienza che consentono di interagire fattivamente con il territorio e che contribuiscono il raggiungimento dell’autonomia dei migranti e al loro concreto concreto e corretto inserimento sociale, vero obiettivo finale del sistema di accoglienza, minato anch’esso alle basi dallo stesso decreto Salvini.
Ma in questo caso, la toppa è peggio del buco. Nei fatti, la deportazione annunciata, che divide per regione gli ospiti di Castelnuovo di porto, vanifica anni di percorsi di inserimento realizzati, presso quella struttura tra le 1000 difficoltà.
Percorsi fatti di inserimenti nelle scuole per i minori, di apprendimento, di avviamento al lavoro, di educazione, offrendo, anzi imponendo in cambio il nulla dei Centri di Accoglienza Straordinaria.
Nessuno dei percorsi intrapresi troverà continuità per i richiedenti asilo in attesa del riconoscimento e del diritto, abbandonati a se stessi senza alcun tipo di assistenza. Contestualmente, si aprono le porte dell’incertezza anche per i 120 lavoratori, addetti alle pulizie, psicologi, educatori, il mediatori linguistici etc tutti addetti al Cara di Castelnuovo con contratti a tempo indeterminato, ai quali nulla è stato detto circa il loro futuro occupazionale. Il tutto aggravato dalla vanificazione dell’impegno fin qui profuso.
Oltre 10.000 i lavoratori impegnati nei centri accoglienza richiedenti asilo nel paese, per i quali, a tutt’oggi, non esiste soluzione occupazionale.
Per questo il congresso esprime totale solidarietà agli ospiti del centro, ai lavoratori coinvolti, e sarà al fianco della Funzione Pubblica, dei cittadini, delle associazioni e della comunità cattolica che stanno protestando e che protesteranno nelle prossime ore.
Il Congresso, impegna la Cgil ad attivarsi, dando seguito ad iniziative come quella del 1 dicembre contro le diseguaglianze, ribadendo il principio che i diritti sono in capo alle persone, senza distinzione di sesso, orientamento politico, religione, nazionalità e rilanciando, in ogni luogo, iniziative contro le paure del diverso da se mirate a custodire e difendere il valore più grande: la convivenza civile.

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