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Anche quest’anno la FP CGIL sostiene e partecipa alla mobilitazione del 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, promossa da Non Una di Meno. Quest’anno partecipare è ancor più significativo, soprattutto in seguito al lock down, che ha comportato un aumento delle richieste d’aiuto alle associazioni e ai CAV, addirittura del 73%, così come crescono pericolosamente le morti: da inizio anno, in Italia, sono più di 90 i femminicidi, con un altissimo tasso di casi tra le mura domestiche, e 3 i transcidi. Perché la violenza maschile non colpisce solo le donne, ma anche la comunità lgbtqipa+ .

Le politiche nazionali non sono sufficienti, e ancora – è l’eclatante affossamento del DDL Zan ne è una prova – abbiamo sopportato una doppia sconfitta, con l’intollerabile esultanza da parte di forze politiche tuttora rappresentative di una strisciante e pervasiva cultura maschilista e patriarcale, contro cui è fondamentale continuare a ribellarsi. Sul fronte della disparità di genere, mentre si plaude all’approvazione della legge sulla parità salariale, complessivamente si sono ridotte occupazione e entrate, ed è aumentata la dipendenza economica, che rende più difficile l’uscita da contesti violenti. Le misure come il reddito di libertà, che mirano a sostenere l’autonomia economica, sono un segnale di attenzione che non dà però risposte complessive, durature o determinanti.

L’agevolazione dell’occupazione femminile così come le opportunità di pensione, sono tra le rivendicazioni che, nella stessa giornata del 27 novembre, ci porteranno in piazza per cambiare la manovra finanziaria. Temi tra loro connessi, per il diretto impatto sulla vita di tutt* noi, e in cui il pubblico ha un ruolo fondamentale.

Scelte concrete sul contrasto alla violenza devono essere ricondotte a una decisa e pervasiva volontà di mettere in campo tutti gli strumenti, culturali e normativi, per validi percorsi di contrasto e sostegno. La riduzione del gender gap e il contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza sono prioritarie nell’azione stessa del sindacato.

Per questo, come ogni anno, aderiremo alla manifestazione di Roma: il corteo partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica. Vi aspettiamo numeros*!

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