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Le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Virtus Italia - Virtus Roma sono impiegati praticamente in tutto lo spettro dei servizi alla persona: dalle disabilità alle persone fragili, dai richiedenti asilo all’assistenza scolastica agli asili nido convezonati.

La maggior parte di loro già dallo scorso anno percepisce lo stipendio in maniera frazionata e/o in ritardo a causa del dissesto finanziario che ha poi portato alla richiesta di concordato di fallimento. Tutti, infine, non percepiscono alcunchè dal Dicembre scorso; ad oggi si vedono sottratti 4/5 mensilità e i servizi sono al collasso, insieme alle 400 famiglie dei lavoratori stessi. In tanti hanno lasciato il loro lavoro di sempre alla ricerca della stabilità economica perduta: danni incalcolabili per servizi indirizzati alle persone, dove fondamentale è la conoscenza e fiducia reciproca.

La lunga crisi aziendale, durata tutto l’inverno, ha reso l’attesa dei pagamenti se possibile ancora più estenuante: troppe comunicazioni disattese, troppi tentativi di strumentalizzazione per far prevalere un’ipotesi di risanamento sull’altra. Le richieste di intervento alle varie stazioni appaltanti quali Asl, Dipartimento, Municipi, Prefettura, sono caduti puntualmente nel nulla. Nonostante tutto ciò le lavoratrici e i lavoratori hanno continuato a presentarsi al lavoro tutti i giorni, con la stessa professionalità e responsabilità di sempre.

Lo sblocco della procedura di concordato e la nomina del Commissario da parte del giudice apre finalmente prospettive di normalizzazione, ma non c’è più tempo da perdere: ormai i dipendenti Virtus sono allo stremo.

Per questo Fp Cgil e Cisl Fp Roma Capitale-Rieti hanno indetto per Lunedi 1 Aprile due mobilitazioni presso le stazioni appaltanti più importanti: la mattina (10-13) assemblea-presidio in Viale Manzoni, presso il Dipartimento Servizi Sociali, Salute e Sussidiarietà del Comune; la sera, dalle 17 alle 19, presidio in Piazza SS Apostoli, presso la Prefettura.

Solo la ripresa di un flusso costante di liquidazioni di fatture da parte delle stazioni appaltanti e nei tempi previsti dalla normativa vigente può consentire la ripresa dei regolari pagamenti degli stipendi al personale, in attesa di definire entro 60-90 giorni il piano di rientro per le mensilità pregresse.

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