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Sul cambio appalto dei servizi esternalizzati all’Università Roma Tre già da aprile era montata la protesta. Ad oggi sono 148 le lavoratrici e i lavoratori che svolgono servizi di portierato, prima accoglienza, servizi ausiliari, facchinaggio, manutenzione degli edifici, degli arredi e del verde e proprio il rischio di tagli e licenziamenti al previsto cambio di appalto aveva portato la CdLT-CGIL e il Coordinamento CGIL di Roma Tre a indire lo Stato di Agitazione.


“Nell’incontro di aprile con il Segretario Generale della CGIL di Roma e Lazio Azzola, il Direttore Generale Basilicata aveva assunto l’impegno ad aprire il confronto sul tema degli appalti per la definizione di un Protocollo d’intesa e l’avvio di corrette relazioni sindacali”, sottolinea FP-CGIL di Roma e Lazio.


“Avevamo pensato che si fosse finalmente archiviata una fase di assordante silenzio, ma il 29 luglio scorso, senza alcun confronto preventivo e venendo meno agli impegni presi, l’Ateneo ha proceduto alla pubblicazione del bando dei “Servizi integrati di gestione del patrimonio immobiliare di Ateneo- 2021-2027”, con inizio dal prossimo 1° ottobre.


La maggiore preoccupazione viene dalla lettura del Capitolato Speciale d’Appalto: la Clausola Sociale che dispone l’impegno da parte dell’Aggiudicatario del Bando a garantire gli attuali livelli occupazionali, le condizioni contrattuali e i trattamenti economici in essere, comprensivi di quelli derivanti dagli accordi di secondo livello stipulati dalla FP-CGIL (14° mensilità e Buoni-pasto) viene subordinata alla compatibilità con la organizzazione di impresa dell’impresa aggiudicataria e al principio di libera iniziativa imprenditoriale e di concorrenza, come richiamato dalle Linee guida dell’ANAC.
Sono pertanto messi a serio rischio la riassunzione di tutte e tutti, l’applicazione del CCNL delle cooperative sociali, il mantenimento dell’attuale inquadramento contrattuale e gli scatti di anzianità, oltre ovviamente a 14° mensilità e buoni-pasto” denuncia il Sindacato.


A preoccupare la FP-CGIL Roma e Lazio è anche la dichiarazione che i servizi in appalto sono sensibilmente differenti rispetto all’appalto precedente, mettendo così in mora l’applicazione dell’art. 37 del CCNL cooperative sociali e la definizione “fiduciaria” del servizio di portineria fa pensare a un possibile inquadramento nel CCNL “Servizi Fiduciari” i cui livelli retributivi sono ben al di sotto dell’attuale salario percepito dai lavoratori.


“La platea delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nel servizio di portineria e prima accoglienza sono per un 60% circa appartenenti alle cosiddette categorie “svantaggiate” ai sensi dell’art. 4 della L. 381/91- invalidi fisici, psico-sensoriali, ex detenuti e detenuti a lunga pena ammessi al lavoro esterno- e rappresentano una realtà, ormai da oltre 20 anni, di proficua e riuscita integrazione socio-lavorativa resa possibile dall’applicazione del CCNL cooperative sociali. Sono lavoratrici e lavoratori che necessitano di un ambito contrattuale adeguato e che permetta l’interlocuzione con le ASL e i Servizi territoriali per l’adozione di specifici programmi di recupero, accompagnamento, tutoraggio e per l’autonomia.


A pochi giorni dall’apertura delle buste contenenti le offerte delle aziende partecipanti non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle richieste di incontro inviate dopo la pubblicazione del bando.
L’Università Roma Tre deve prendere una posizione chiara ed esigibile a difesa dei livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori impiegati da anni in questi servizi e per la difesa della peculiarità del CCNL cooperative sociali per gli addetti al servizio di portineria e prima accoglienza, per non trovarci nelle prossime settimane a dover affrontare un dramma sociale.
Per il 14 settembre la CdLT e il Coordinamento CGIL di Roma Tre hanno indetto un’assemblea-presidio davanti la sede di Via Ostiense, 159 dalle ore 12,30 alle 14,30. E’ la prima iniziativa di protesta, andremo avanti fino allo sciopero se necessario” conclude la FP-CGIL.

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