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Nelle scuole di Roma ci sono circa 10 mila bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali. Per assisterli nel percorso e promuovere la loro autonomia e integrazione lavorano 3 mila operatori. “Un servizio e un lavoro povero, su cui da anni chiediamo un impegno chiaro da parte del Comune per adeguare il regolamento e organizzare il servizio dando maggiori tutele e certezze a lavoratori e famiglie. Un aspetto su cui purtroppo continuiamo a registrare disattenzione, forse perché per il Comune di Roma i bisogni di questi bambini e ragazzi sono un fatto poco rilevante”, afferma Giovanni Alfonsi, Fp Cgil di Roma e Lazio.
 
L’anno scolastico è ormai concluso e i bambini, le loro famiglie e gli operatori nulla sanno delle modalità di riattivazione del servizio da settembre. Neppure i Municipi, che già in questi mesi di pandemia hanno pagato i ritardi e la chiarezza di indicazioni da parte del Campidoglio per la rimodulazione dei servizi, con l’effettiva difficoltà per questi alunni e per le loro famiglie di avere riconosciuto il diritto alla scuola, hanno ricevuto indicazioni chiare sul prossimo anno scolastico. Dopo la bocciatura da parte del TAR della procedura di bando, arrivano voci di corridoio su nuove modalità e accreditamento dei servizi: nessun incontro, nessuna convocazione, solo voci ed ipotesi e si naviga a vista”, denuncia Alfonsi.
 
“La Sindaca Raggi e la sua Giunta non trovano il tempo né la voglia di chiarire come e quando si avvierà il servizio nell' imminente nuovo anno scolastico, e lasciano giacere la richiesta, ormai annosa, di modificare il regolamento del servizio. Mentre l’amministrazione latita, alcuni soggetti, che vantano una consuetudine di relazioni e incontri para- istituzionali con i vertici del Campidoglio, stanno chiedendo agli AEC/ OEPA di Roma di compilare una scheda che dovrebbe fungere da “riscontro” per una graduatoria di assunzione al Comune di Roma. Credevamo che tali pratiche clientelari fossero un ricordo della peggiore politica cittadina e nazionale, ma ci dobbiamo ricredere: speculare sul bisogno di lavoro è evidentemente un evergreen buono in ogni stagione. Non sappiamo se si tratti di un’iniziativa autonoma di queste persone, ma alle soglie di una campagna elettorale di certo ricorda l’ombra di una pratica da vecchia politica, che certamente metterebbe in imbarazzo l’attuale giunta. Sappiamo con certezza, invece, che questi bambini hanno bisogni speciali: insieme ai loro familiari e agli operatori che ogni giorno li assistono, meriterebbero maggiore considerazione”, attacca il sindacalista.
 
“Crediamo sia fondamentale che l’amministrazione approfondisca e prenda le distanze da chi allude a rapporti di favore con l’amministrazione, presentandosi come estensori di una graduatoria per assunzioni dirette al Comune. Riteniamo urgente l’immediata convocazione delle commissioni scuola e sociale per la revisione del regolamento del servizio e indicazioni certe a municipi, famiglie e lavoratori sulla ripresa e sulle procedure di attivazione dei servizi a settembre”, conclude.
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