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Alla fine di novembre, è sempre più grave la condizione dei 130 lavoratori della coop “Zingari 59”, che ha rilevato i servizi in precedenza affidati all’ex gruppo Virtus e si occupano di assistenza a minori, disabili, migranti, anziani, nelle case, nelle scuole, negli SPRAR e nei centri di accoglienza, in modo diffuso su vari municipi della città.

Sono queste lavoratrici e questi lavoratori gli unici a mostrare altissimo senso di responsabilità, continuando a svolgere quotidianamente un servizio essenziale per le fasce più fragili della città. Sotto organico e con retribuzioni irregolari.

“Ogni giorno c’è difficoltà a coprire i turni, ricorrendo quindi a straordinari, doppi turni e mancata concessione di ferie e permessi. L’emergenza Covid non fa che aggravare e rendere ancora più difficoltosa la gestione quotidiana dei servizi. Negli SPRAR si registrano le maggiori difficoltà, in alcuni casi relativi anche alla fornitura di materiali necessari allo svolgimento dei servizi, al punto tale che negli ultimi giorni si sono verificati eventi che rischiano di mettere in pericolo la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza”, dichiarano Fp Cgil Roma Lazio e Cisl Fp Roma Capitale Rieti.

Sugli stipendi, ad oggi risultano corrisposte solamente le retribuzioni relative al mese di luglio (per i giorni di servizio dal 23 al 31 luglio 2020), il 50% della retribuzione di agosto, e solo ad una parte del personale, mentre mancano per intero, oltre all’altra metà della retribuzione di agosto, le mensilità di settembre e ottobre. A questo si aggiungono le irregolarità rilevate in busta paga circa il riconoscimento degli scatti di anzianità e delle indennità previste dal CCNL Cooperative sociali.

“Nonostante l’impegno del Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma a intervenire per la definizione di tutti gli atti necessari al pagamento delle fatture, la Cooperativa non ha sottoscritto in quella sede l’accordo sui termini indicati per la regolarizzazione del pagamento degli stipendi ai lavoratori, né si sono tenuti altri confronti. Motivo per cui i lavoratori insieme a Cgil e Cisl hanno scioperato il 23 ottobre, giorno successivo all’incontro. Sono stati interessati anche Prefettura e Ispettorato del lavoro, ma ad oggi la situazione non è risolta e le difficoltà aumentano”, proseguono Cgil e Cisl.

“E' passato un mese dallo sciopero ed il protrarsi di questa situazione sta mettendo a rischio la sicurezza sociale e la salute psicofisica di decine di famiglie. Prima che si arrivi alla totale messa a rischio dei servizi, quando i lavoratori non saranno più in condizione nemmeno di raggiungere il posto di lavoro, serve un atto di responsabilità e un intervento rapido e risolutivo da parte di tutti gli affidatari dei servizi: chi ha il ruolo di garantire la tenuta sociale e affida i servizi all’esterno, ha l’obbligo di monitorare i livelli di servizio erogati, garantire rispetto delle norme su regolarità e condizioni adeguate di lavoro per chi fattivamente li garantisce, a partire dal rispetto del più basilare dei diritti: continueremo a chiedere l’intervento di Roma Capitale, Prefettura e Municipi, pronti a tutte le necessarie azioni a tutela di lavoratori e servizi”, concludono le sigle sindacali.

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