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"Non hanno pace le lavoratrici e i lavoratori provenienti dall’ Associazione Virtus Italia – Consorzio di Solidarietà”. La complicata vertenza, che per anni ci ha visto seguire le irregolarità nei pagamenti degli stipendi ai lavoratori impiegati ad ampio raggio sui servizi alla persona, con appalti pubblici in Asl, enti locali e prefetture, e che ha poi portato al fallimento del gruppo, ha un nuovo, poco confortante capitolo nero”, dichiarano la Fp cgil di Roma e Lazio e la Cisl Fp Roma Capitale - Rieti.

“I curatori fallimentari del gruppo Virtus hanno venduto a luglio scorso una parte dei servizi alla coop “Zingari 59”. 130 lavoratori, impiegati nei servizi di accoglienza ai migranti e all’assistenza domiciliare e scolastica alle disabilità (da Sprar a Case Famiglia, a servizi SAISA, SISMIF, SAISH, ai servizi educativi AEC),  sono quindi passati alla nuova coop, e da subito si sono rilevate criticità prima nel riconoscimento delle dovute spettanze in busta paga relative al riassorbimento, poi con i ritardi nei pagamenti”, proseguono Cisl e Cgil.

“Il primo pagamento arriva in ritardo, il secondo, previsto il 20 settembre, secondo quanto stabilito CCNL Cooperative Sociali, salta. La cooperativa si è limitata a motivare il ritardo con la mancata presa d’atto da parte del Dipartimento Politiche Sociali di Roma del subentro della Zingari 59 nella gestione dei servizi, con la conseguente impossibilità da parte della Coop di emettere fattura per la liquidazione del compenso relativo all'attività prestata. Nonostante le nostre sollecitazioni, il Dipartimento di Roma Capitale non ha dato risposta, né in merito ai chiarimenti richiesti, né alla richiesta di incontro”.

“Non è ammissibile questo silenzio da parte delle istituzioni, un segno di indifferenza verso lavoratori impiegati in servizi sociali fondamentali, rispondendo ai bisogni delle fasce più fragili della società. Di nuovo la precarietà di condizioni e l’incertezza del futuro, per operatori stremati da anni di lotta per il più basilare dei diritti, quello alla giusta e regolare retribuzione:  è un’incertezza intollerabile, che mina alla base la regolarità e la garanzia di servizi di assistenza su cui tantissime famiglie, cittadini e migranti contano”, proseguono i sindacati.

“È convocato pertanto domani, giovedi 8 ottobre 2020, il presidio dei lavoratori in Viale Manzoni, presso il Dipartimento Servizi Sociali, Salute e Sussidiarietà del Comune di Roma, dalle 10 alle 12. Non tollereremo oltre che i lavoratori, che sempre hanno garantito i servizi loro affidati, entrino nuovamente nel dramma delle mensilità mancate”, conclude la nota.

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