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Il tema del telelavoro nel servizio ReCUP regionale è stato centrale nella nostra interlocuzione con la RTI sin dai primi momenti della nuova gestione del servizio (Luglio 2019): molti operatori provenienti da tutte e zone della regione ci segnalavano infatti viaggi quotidiani che per qualcuno toccavano addirittura le due ore a percorso (4 ore al giorno!).

Ricordiamo che i lavoratori provengono da una Cooperativa di tipo B – dedicata all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate- e pertanto una quota copiosa dei 700 lavoratori circa appartiene a fasce deboli e con disabilità, alcune delle quali molto gravi.

La prima tappa del confronto ha permesso di recuperare l’apertura di una sede di lavoro a Frosinone (cosa non scontata poichè non prevista nel cambio di gestione), successivamente nel mese di Settembre sono stati sottoscritti gli accordi per le isole di telelavoro e per telelavoro domiciliare.

Nel primo caso si prevedeva l’individuazione di “isole di telelavoro” nel territorio provinciale e di Roma Metropolitana, per evitare che i lavoratori fossero costretti a occupare tempi di percorrenza troppo lunghi per recarsi al lavoro; l’accordo di telelavoro domiciliare invece ha trovato un’immediata attivazione per circa 40 lavoratori appartenenti a categorie “delicate”.

Nella prima parte dell’emergenza-coronavirus, nonostante le sollecitazioni del Governo, che esortava a identificare il lavoro agile come modello organizzativo prioritario, la RTI non ha voluto ricondurre il telelavoro alla categoria degli operatori telefonici “concedendo” attività di smart working solo ad alcune figure di coordinamento.

Dopo la ripresa del confronto abbiamo trovato una sintesi che apre all’utilizzo massivo del telelavoro fino alla fine della fase emergenziale, con la concreta possibilità che questa modalità organizzativa divenga strutturale, nel rispetto delle norme che la regolano e coniugando necessità organizzative ed individuali.

Fissato ad Ottobre un incontro di monitoraggio per verificare l’andamento di tale modalità, e per definire un regolamento delle performance che renda solido il ricorso al telelavoro anche sotto il profilo della premialità.

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