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La Fp Cgil polizia penitenziaria di Roma e Lazio scrive al provveditore regionale Lazio, Abruzzo e Molise per sollecitare un intervento sulle gravissime condizioni in cui versa il sistema carceri del Lazio e con esse le difficoltà e i rischi che quotidianamente incontrano lavoratrici e lavoratori del corpo.

Questo il testo:

Gent.le Provveditore,
Le scriviamo per rappresentarLe la necessità di un Suo urgente intervento in merito alla situazione gravissima in cui ormai si trova il sistema carceri del Lazio.
Le insostenibili condizioni di lavoro oggetto di nostre denunce ormai su tutto il territorio laziale richiedono atti concreti e soluzioni immediate.
Le proteste di questi giorni a Cassino, la vertenza indetta unitamente alle altre OO.SS. a Rieti, la protesta di gennaio a Viterbo, i gravissimi problemi strutturali a Latina e non solo, i continui incidenti che mettono a rischio la sicurezza e l’incolumità degli agenti, avrebbero dovuto anche in assenza di nostra richiesta, sollecitare in Lei l’immediata apertura di un confronto regionale a tutto campo con le OO.SS. per ascoltare e iniziare a dare risposte concrete e non solo tamponare di volta in volta le emergenze.
Dai dati disponibili risulta che nelle carceri del Lazio manchino più di 1000 poliziotti, mentre in alcune realtà il numero dei detenuti è molto superiore alla capienza regolamentare.
Carenze ed esuberi ormai divenuti strutturali che costringono gli agenti in servizio a turni massacranti e a coprire, spesso da soli, situazioni complesse.
Solo l’ultimo in ordine di tempo è quanto successo ieri a Cassino, un caso come tanti altri che purtroppo sta diventando prassi quotidiana come ormai quotidiana è la nostra denuncia dello stato di abbandono degli Istituti e dei lavoratori che, nonostante tutto, continuano a svolgere il proprio lavoro anche oltre i propri doveri garantendo un servizio pubblico che sembra proprio non interessare più a nessuno.
Insomma un vero e proprio arretramento di tutto il sistema. Sono tanti i temi che vorremmo affrontare con serietà e concretezza ma non possiamo che constatare, in questi ultimi mesi, l’assenza di risposte e la scorretta conduzione delle relazioni sindacali di sua competenza.
Tutto ciò sta generando confusione e smarrimento tra le lavoratrici ed i lavoratori della polizia penitenziaria del Lazio senza intravedere alcuna risposta concreta da parte Sua e delle Direzioni del suo Provveditorato.
Non ci resta che raccogliere il grido di allarme delle lavoratrici e dei lavoratori e le vertenze che in questi mesi abbiamo aperto sul territorio laziale e avviare la mobilitazione di tutta la Fp Cgil Polizia Penitenziaria del Lazio. Nei prossimi giorni saremo in tutti gli Istituti a raccogliere le denunce delle carenze e delle inefficienze del sistema regionale.
Senza risposte non esiteremo ad avviare tutte le forme di lotta a tutela dei poliziotti, della qualità del lavoro e del servizio pubblico.


Il Coordinatore Fp CGIL Polizia Penitenziaria Roma e Lazio
G. Battista Maccaroni

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