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Partono all’A.O.U. Sant’Andrea di Roma (HUB COVID-19) i primi test sierologici sul personale sanitario. “Un’iniziativa che chiediamo da tempo sia programmata per tutte le strutture sanitarie e gli ospedali del Lazio”, commenta la Fp Cgil di Roma e Lazio. Diversamente dal tampone, il test a cui verranno sottoposti gli operatori del S. Andrea prevede il dosaggio delle immunoglobuline, in modo da indicare se l’infezione è in atto, se è passata e se sono stati sviluppati gli anticorpi.

“È una valutazione completa che, oltre a rilevare l’estensione effettiva del virus tra pazienti e operatori, permette di calibrare in modo specifico le azioni conseguenti e le dovute misure di sicurezza per il personale”, prosegue il sindacato.

“Una delle criticità complessive sulla valutazione dell’effettiva estensione del virus è quella della scarsa informazione sulla situazione interna dei contagi nelle strutture sanitarie. Come abbiamo richiesto – prosegue la Fp Cgil - sul sito intranet aziendale viene pubblicato un bollettino aggiornato in tempo reale su: numero di posti letto covid-19 (l’azienda, ospedaliera, come presidio hub Covid-19, ha aperto circa 140 posti letto in poco più di un mese), situazione dei contagiati inclusi pazienti e dipendenti, sorveglianza sanitaria e fornitura dei DPI. La somministrazione di test all’intera platea di lavoratori, insieme alla trasparenza delle informazioni, sono azioni essenziali per garantire a chi da settimane opera in piena emergenza e sotto stress, elementi di contesto reali che consentano di lavorare in sicurezza e con la dovuta serenità”.

“Dal 25 febbraio, giorno della prima riunione con i sindacati per fronteggiare l’emergenza covid-19, si sono susseguiti ogni martedì pomeriggio degli incontri in video conferenza per aggiornamenti sullo stato emergenziale. Ora siamo pronti per un vero e proprio incontro di contrattazione integrativa in modalità conference call per la sottoscrizione di un accordo che permetta il pagamento delle indennità previste dal contratto, come pure le risorse che metterà a disposizione la regione Lazio. Ci sentiamo di affermare senza dubbi che il contributo più grande sia stato dato dai lavoratori tutti, che con spirito di abnegazione hanno svolto il loro lavoro, a volte, pagandone anche le conseguenze anche in maniera diretta”, conclude il sindacato.

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