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“Bene che i conti della Sanità regionale siano in ordine e bene che si stia preparando l’uscita da un commissariamento lunghissimo come annunciato dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato e come confermato dalla Corte dei Conti del Lazio. Ma i numeri devono andare di pari passo con la realtà percepita e vissuta dai 40mila dipendenti del Ssr, dai 25mila della sanità privata e dai milioni di cittadini che ogni giorno si rivolgono alle strutture sanitarie laziali per la cura e l’assistenza. Su questo c’è moltissimo da fare”, così Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, Segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio dopo l’annuncio dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio e in attesa del tavolo di verifica del Mef e del ministero della Salute che deciderà, il prossimo 30 luglio, sull’eventuale fine del commissariamento.

“Basta alle cure lacrime e sangue che hanno pesato enormemente sui lavoratori e sulla qualità dei servizi”, proseguono i segretari regionali di categoria. “Su assunzioni, stabilizzazioni, valorizzazione delle professionalità bisogna intervenire subito. A partire da un piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti di organico che la stessa magistratura contabile riconosce e che dal prossimo mese saranno aggravati dalle fuoriuscite di quota 100 che entreranno a regime anche nel lavoro pubblico. Così come bisogna intervenire sui contratti della sanità privata accreditata fermi da 12 anni, sulla gestione degli accreditamenti e dei requisiti organizzativi. Serve un vero cambio di passo: dalla china dell’emergenza al percorso verso l’eccellenza. E questo si realizza prima di tutto investendo nelle persone e cominciando a prevedere, come avviene da anni nelle regioni cosiddette “virtuose”, lo stanziamento di apposite risorse da parte della regione per il personale e per l’innovazione organizzativa”.

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