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“Le aggressioni al personale sanitario sono un’emergenza quotidiana. È anche conseguenza del complessivo disinvestimento ultradecennale nel sistema sanitario. La sicurezza e la tutela dei lavoratori, così come degli utenti dei servizi, è una delle priorità. Fa parte dell’insieme di investimenti che chiediamo per un servizio pubblico di qualità che riparta dal lavoro, non solo inteso come potenziamento degli organici, ma come insieme di interventi e risorse destinati anche alla tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Al lavoratore aggredito del Policlinico Umberto I va la nostra solidarietà”, così la Fp Cgil di Roma e Lazio sull’ultimo caso di aggressione avvenuto al nosocomio romano.
Sul tema, la Fp Cgil ha avviato una campagna per la prevenzione e il contrasto alle aggressioni, attraverso strumenti utili per la formazione del personale, ma soprattutto proposte su come le aziende sanitarie possano meglio tutelare lavoratrici e lavoratori.
“È evidente che la sicurezza sul lavoro, in un comparto già provato da carenza di personale, età media elevatissima, predisposizione a malattie professionali, non possa essere sottovalutata. Servono provvedimenti concreti anche su questo: disinvestire nel sistema sanitario pubblico vorrebbe dire, ancora una volta, rinunciare a garantire diritti universali e servizi di qualità a tutti i cittadini”, continua la Fp Cgil.
Non solo in sanità, dalla polizia penitenziaria ai servizi sociali, dalla polizia locale all’assistenza ai migranti, chi garantisce sempre e comunque servizi pubblici ha il diritto di lavorare in un ambiente sicuro e senza rischi. Mentre spesso si trovano a compensare le tante carenze organizzative e strutturali e a svolgere il proprio lavoro in condizioni complessivamente difficili, se non di degrado. La loro sicurezza è la sicurezza degli stessi cittadini, che ogni giorno hanno a che fare con un sistema pubblico in sofferenza ma ai quali lo Stato ha il dovere di garantire servizi essenziali e universali. Saremo in piazza l’8 giugno per il rilancio dei servizi pubblici, per invertire la rotta e riportare al centro il lavoro pubblico, attraverso investimenti, assunzioni straordinarie e risorse”, conclude la nota.

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