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Nonostante le segnalazioni e i solleciti, ancora oggi molti lavoratori di diverse strutture sociosanitarie, RSA ed ex. Art. 26, non hanno ricevuto la tredicesima. Si tratta di strutture che ricevono la quota di compartecipazione alla spesa sociale per gli ospiti da parte dei Comuni. Il ritardo oggettivo nell’erogazione della quota alle strutture, in particolare da parte di Roma Capitale, per il periodo maggio-dicembre 2018, è a sua volta conseguenza del ritardo con cui la Regione ha determinato e liquidato gli importi. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Roma e Lazio scrivono a Regione, Comune e associazioni datoriali.

“Uno dei punti cardine della vertenza della sanità privata, che hanno portato allo sciopero del 14 dicembre – si legge nella nota - è la trasparenza nei pagamenti e la rendicontazione dei bilanci delle aziende che gestiscono risorse pubbliche, proprio nel tentativo di evitare tali situazioni”.

Si chiede quindi alle istituzioni di provvedere alla regolarizzazione dei pagamenti, mentre ad Aris e Aiop di vigilare affinché le strutture eroghino le spettanze dovute nei tempi previsti dai contratti. Posto che i ritardi sono oggettivi, le organizzazioni sindacali ricordano che “la corresponsione della tredicesima è obbligo del singolo datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti e che, essendo aziende private, il pagamento dovrebbe essere svincolato dall’erogazione dei fondi, sia a carico della parte sanitaria, sia sociale”.

Purtroppo, invece, accade il contrario, e i lavoratori, che già pagano un gap salariale per i contratti bloccati e per il ricorso fino ad oggi a contratti pirata, sono ostaggio di un meccanismo sbagliato e quasi ricattatorio. Le rivendicazioni vanno avanti: senza interventi risolutivi, si aprirà di nuovo lo stato di agitazione per i lavoratori e le lavoratrici del settore. 

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl la nota inviata il 5 febbraio 

 

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