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Fuori dalla emergenza pandemica: buona amministrazione e solidarietà: oggi l’iniziativa di Fp Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio.
Potenziare la sanità, investendo sul personale per estendere il perimetro pubblico nei servizi territoriali, nella prevenzione, nel socio sanitario. Sono oltre un milione e settecentomila le prestazioni non erogate, nel Lazio, dal Servizio Sanitario Regionale nell’anno 2020, a seguito della riconversione dei posti letto e della rimodulazione delle attività.
Senza lavoro non c’è servizio: Attivare le RSA pubbliche, ridimensionare il peso delle esternalizzazioni e degli accreditamenti, potenziare i Servizi Presal, costituire centri di vaccinazione stabili e pubblici: tutto questo non può essere fatto senza personale, e ai lavoratori devono essere garantiti diritti, tutele e stabilità. Per sostenere i servizi alla salute e riprogettare il sistema sanitario post pandemia, è fondamentale ripartire dalle assunzioni, su tutti i profili: servono almeno 8000 assunzioni entro il 2023, come serve stabilizzare i 3500 precari assunti durante il Covid, per compensare le uscite (3000 nel 2020, e altrettante previste in quest’anno) e recuperare il gap storico di 12,5 mila lavoratori persi dal 2004 al 2019.
 
L’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio d’Amato, intervenuto all’iniziativa, ha annunciato una nuova stagione di concorsi per questo autunno.
 


Roma, 04 giu 18:19 - (Agenzia Nova) - “Fuori dalla emergenza pandemica: buona amministrazione e solidarietà" è l’iniziativa promossa da Fp Cgil Nazionale e Fp Cgil Roma e Lazio, con la collaborazione di Nonna Roma che si è svolta questo pomeriggio in diretta su Facebook. Durante la conferenza sono state fatte riflessioni su cosa e come è stata affrontata l’emergenza pandemica e degli spunti sulle nuove pratiche da perseguire. Giancarlo Cenciarelli, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, ha spiegato che "la pandemia è ora in una fase quasi terminale con numero di ricoveri e terapie intensive in diminuzione, ma il servizio sanitario del Lazio all’inizio si è trovato in concomitanza con l’uscita dal commissariamento, e questo ha portato alla riduzione dell’unità lavorativa. Il sistema sanitario del Lazio - ha aggiunto Cenciarelli - ha dovuto affrontare una situazione problematica, a partire dalle strutture al reclutamento del personale. Abbiamo avuto diverse interlocuzioni con la regione Lazio, che ci hanno portato a sottoscrizione di ottimi accordi, anche per aspetti organizzativi - ha aggiunto Cenciarelli -. Abbiamo apprezzato che l’assessorato ha accolto alcune nostre proposte procedendo ad assumere nuovi dipendenti, 7 mila e 500, ma purtroppo non tutti a tempo indeterminato. Il potenziamento dell’organico ha permesso al servizio di reggere l’impatto dell’emergenza.

"Questa pandemia ci impone un cambio di strategia, un cambio di rotta. Credo che debbano essere quattro le strade da intraprendere insieme per nuovi modelli sanitari - ha aggiunto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato -. Il primo punto - ha spiegato D’Amato - è arrivare a una rivoluzione digitale nella sanità. Dobbiamo investire nei percorsi di rinnovamento tecnologico, tele assistenza, tele monitoraggio, tele consulto, Secondo: esigenza di rafforzare il territorio a partire dalle cure domiciliari". Come terzo punto, per D'Amato serve "un ripensamento di attori sul territorio, a partire da medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Puntare su giovani leve e fare in modo, senza forzature, che questi medici possano liberamente scegliere se far parte del servizio regionale-nazionale sanitario oppure optare per il regime di convenzione. Infine, l’esperienza con Usca, non si può limitare solo all’emergenza. Si deve investire in una rete di emergenza domiciliare. Questo deve appartenere a una riflessione a tutto tondo sul sistema sanitario. Dobbiamo uscire più forti da questa pandemia e con una sanità del territorio molto più rafforzata di quella attuale", ha concluso l’assessore. 

© Agenzia Nova 

 

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