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Potenziare la sanità pubblica, costruire e investire in un sistema complessivamente rafforzato e un servizio pubblico alla salute esteso e universale. “Da tempo chiediamo assunzioni straordinarie nella sanità regionale, per colmare un gap ventennale che ha progressivamente indebolito, se non quasi dimezzato, gli organici, lasciando il personale in servizio sempre meno e sempre più anziano (la media è over 55), a maggior rischio di patologie professionali e a condizioni di lavoro inadeguate”, così in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio.

“La pandemia ha fatto emergere da una parte le carenze pregresse, aggravando le condizioni di lavoro degli operatori e di tutte le figure professionali che ruotano intorno al funzionamento delle strutture sanitarie, su cui hanno retto e si reggono i servizi alla salute, nell’ordinario come in emergenza, dall’altro la dimostrazione concreta di cosa voglia dire avere un servizio sanitario pubblico forte ed efficace”, aggiunge, annunciando l’appuntamento in streaming del dibattito pubblico sul tema.

“Giovedì 27 maggio, all’interno dell’iniziativa pubblica che sarà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della Fp Cgil di Roma e Lazio, a partire dalle 15.00, ci confronteremo con i rappresentanti istituzionali e le forze politiche e sindacali che hanno a vario titolo un ruolo diretto nella gestione e nella programmazione del SSR”, prosegue la Fp Cgil.

“Alla retorica degli eroi abbiamo sempre preferito parlare di persone, lavoratori e lavoratrici, che hanno pagato un prezzo altissimo durante l’emergenza. Con l’accordo del 30 aprile, siglato con la Regione Lazio, abbiamo fatto un passo avanti per il futuro che vogliamo in sanità, a partire dall’investimento straordinario sul personale. Assunzioni, stabilizzazioni (sono circa 3500 i precari, assunti per la gran parte durante il Covid e che meritano ora di entrare in modo stabile nel SSR), adeguamento dei fondi al personale in servizio.  Ora, va dato corpo e sostanza a quanto previsto dall’accordo”.

“Vogliamo e dobbiamo dare un contributo attivo per ripensare un modello socio sanitario pubblico esteso e integrato, investire su prevenzione, territorio, risposta alle fragilità, recuperando terreno su segmenti come RSA e riabilitazione su cui è altissima la componente del privato accreditato, altra “gamba” del SSR che necessita di rimettere al centro il controllo pubblico e il rispetto del lavoro. Occupazione stabile, diritti e sicurezza sono e resteranno le priorità”, conclude la federazione regionale dei servizi pubblici Cgil.

L'invito

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