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Al Policlinico Casilino va avanti la protesta dei lavoratori per la piena applicazione del nuovo CCNL.
“Nonostante le rassicurazioni della Regione Lazio alle aziende private che svolgono servizi sanitari in accreditamento, a conferma dell’impegno assunto in sede di rinnovo, che garantisce la copertura del 50% delle risorse economiche per gli avanzamenti contrattuali, la Eurosanità spa, proprietaria di uno dei più grandi plessi sanitari privati accreditati nel sistema sanitario regionale, continua a venir meno all’obbligo di riconoscere ai lavoratori quanto spetta loro di diritto”, denunciano Roberto Scali, Sergio Pero e Domenico Frezza, responsabili territoriali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.
“Il contratto nazionale, rinnovato dopo 14 anni di lotte e vertenze, trattative a singhiozzo e un duro braccio di ferro tra istituzioni, sindacati e proprietà, che nel complesso hanno teso, come sempre, a massimizzare i profitti e a venir meno ai loro obblighi di datori di lavoro, è in vigore da luglio scorso. Ma nelle buste paga dei lavoratori e alle lavoratrici del Policlinico Casilino per i mesi di luglio, agosto e settembre non c’è stata traccia di alcun adeguamento tabellare. E per i mesi successivi, inclusa la prossima busta paga di marzo, l’avanzamento è riconosciuto al 50%. A questo si aggiunge un’altra violazione degli obblighi contrattuali: Eurosanità ha revocato unilateralmente tutti i premi di incentivazione e produttività, inclusi quelli legati agli obiettivi di ricavo annuo, in vigore prima del CCNL, quando lo stesso contratto lo vieta espressamente, garantendo la prosecuzione degli accordi di secondo livello sottoscritti prima del rinnovo”, proseguono Scali, Pero e Frezza. 
“A differenza di altre strutture, nelle quali per motivi analoghi abbiamo avviato la mobilitazione, come Cristo Re e Villa Betania – precisano i sindacalisti - le garanzie della Regione Lazio sull’erogazione della metà delle risorse per gli avanzamenti economici non sono state sufficienti a portare le proprietà al pieno riconoscimento degli aumenti ai lavoratori. E’ deprecabile, specie in un momento così critico, e da più di un anno, per l’intero sistema dei servizi sanitari, che da una parte ha portato alla luce tutte le pregresse criticità del sistema, dall’altra ha aggravato la pressione sugli operatori, l’atteggiamento degli imprenditori è sempre lo stesso, ed è ancor più vergognoso che non si riconoscano loro diritti fondamentali”. 
“Nei rapporti di forza tra le strutture private e l’ente regolatore, torniamo a chiedere una maggiore incisività dell’azione pubblica: la Regione Lazio intervenga, e revochi l’accreditamento, attuando quanto la stessa legge regionale prevede. L’applicazione del CCNL è infatti un requisito essenziale per svolgere i servizi sanitari in accreditamento e avere accesso alle risorse pubbliche: la Regione deve togliere le risorse pubbliche a chi non rispetta il contratto. E poi va ristabilito un equilibrio tra pubblico e privato: deve essere chiaro che chi fa profitto con risorse pubbliche, erogando un servizio pubblico e dando quindi un servizio essenziale alla comunità, debba necessariamente bilanciare il giusto profitto con il rispetto dei diritti dei lavoratori, senza fare cassa sulla loro pelle, specie in assenza di difficoltà finanziarie”, continuano.
“Il 30 marzo, dalle 10,30 alle 13, saremo in presidio, in forma statica e nel pieno rispetto delle normative anti contagio, all’ingresso del Policlinico Casilino. Siamo pronti ad arrivare allo sciopero, per difendere i diritti dei lavoratori e garantire loro il riconoscimento pieno, umano e professionale, del prezioso ed essenziale contributo che danno e continuano a dare per la tenuta dei servizi sanitari regionali e la tutela della salute dei cittadini”, concludono i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
 

IL VOLANTINO

LA NOTA AL PREFETTO (26 03 2021)

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