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 Lavoratori e lavoratrici di Agenas ancora una volta dimenticati: nessun riferimento alla loro stabilizzazione nel Decreto Sostegni. Precari “storici” trasformati in disoccupati, da dicembre, per la mancata proroga e la mancata attivazione del percorso di stabilizzazione.

 “Dopo ben 8 presidi avevamo raggiunto un impegno formale del Ministero e Agenas per individuare, attraverso il decreto “sostegni”, licenziato pochi giorni fa, gli spazi per riassumere e stabilizzare i 70 lavoratori e lavoratrici che per anni, anche dieci e oltre, hanno garantito, da precari, i servizi dell’agenzia nazionale per la Salute”, dichiarano Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti, responsabili di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.

“I compiti dell’Agenzia sono aumentati durante l’emergenza Covid, ma sul personale ci sono scelte paradossali e poco trasparenti. Il Direttore Generale di Agenas, pur avendo condiviso gli impegni e proceduto a dare indicazioni al Ministero sul potenziamento del personale, continua ad attivare nuove consulenze e nuovi contratti a progetto ad altre figure, senza includere chi, dopo aver superato selezioni pubbliche e aver prestato la propria attività per anni, è ora disoccupato. Sostituire precari con altri precari è intollerabile e sa di epurazione”, aggiungono i sindacalisti.

“In tutto questo, ci continuano ad arrivare, purtroppo, segnalazioni circa l’agevolazione di amici (e forse anche parenti) con procedure che interessano anche l’Azienda Zero della Regione Veneto, e su questo approfondiremo: siamo pronti ai ricorsi al Tribunale e alla Corte dei Conti”. 

“Intanto nel momento di crisi più profondo della storia recente, 70 famiglie non hanno un futuro ed un sostegno perché manca anche l’accesso alle tutele messe in campo dal Governo per il Covid: per questo solleciteremo in ogni modo le istituzioni affinché alle promesse vengano sostituiti i fatti. Ci stupisce che il Ministro della Salute Speranza non abbia la sensibilità per risolvere la questione e non vigili su quanto stia accadendo in Agenzia. I lavoratori, ormai esasperati, pretendono giustizia, trasparenza, e risposte chiare dallo Stato sul loro futuro professionale. Non li lasceremo soli”, concludono.

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