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 Oggi per i lavoratori della Gem Roma srl, operatori socio sanitari, terapisti della riabilitazione, addetti alle pulizie in appalto presso il Centro di Educazione Motoria della Croce Rossa, sarebbe dovuta essere una giornata di sciopero, indetto visti i mancati pagamenti degli stipendi.

Ore convulse, quelle che hanno preceduto la sospensione dello sciopero, nella serata di ieri.

Dopo la richiesta della Fp Cgil Roma e Lazio e il duro lavoro di questi giorni, Croce Rossa ha finalmente formalizzato la disponibilità al pagamento degli stipendi in surroga, direttamente, senza il rischio che i soldi si perdano nei i vari passaggi tra le ditte, arrivando chissà tra quanto tempo nelle tasche, ormai più che vuote, dei lavoratori.

“È un primo passo, e un sospiro di sollievo per i lavoratori, da sempre “abituati” a stipendi a singhiozzo, e senza stipendio da dicembre, tredicesima inclusa, per un ritardo nella filiera dei pagamenti tra i soggetti nell’appalto: Croce Rossa, che opera sul servizio in convenzione con il SSR, la Gem srl, che ha i servizi in appalto, e che a sua volta affida la commessa a Gem Roma srl”, prosegue il sindacato.

“La Gem Roma ha comunicato la cessazione dell’appalto al 31 marzo, annunciando quindi la cessazione dei contratti ai lavoratori. Insieme alla surroga é arrivata anche la conferma da parte del Comitato della Croce Rossa di voler procedere all'apertura di un percorso di contrattualizzazione del personale, nel rispetto l’art. 9 della legge regionale 13/2018 che prevede che il personale sanitario dedicato ai servizi alla persona, necessario a soddisfare gli standard organizzativi, debba avere con la struttura un rapporto di lavoro di dipendenza regolato dal Contratto collettivo sottoscritto dalle associazioni maggiormente rappresentative nel settore sanitario".

“Riportare regolarità negli stipendi e internalizzare i lavoratori sarebbe un significativo progresso per chi quotidianamente opera all’interno del servizio sanitario pubblico, ma vive nella precarietà, nell’incertezza e spesso, purtroppo, pagano in prima persona i rivoli e le maglie aperte di un sistema di appalti e esternalizzazioni: un sistema su cui è evidente che maggiori regole e criteri stringenti debbano essere individuati, a tutela del lavoro, del rispetto delle professionalità nonché della qualità e continuità dei servizi”, conclude.

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