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Dall’incontro di oggi tra i rappresentanti sindacali di Cgil Cisl e Uil delle categorie dei servizi pubblici e l’assessorato alla sanità della Regione Lazio, sono stati raggiunti significativi punti d’incontro sulle azioni necessarie a sostenere i lavoratori della sanità regionale e il sistema dei servizi alla salute, fortemente sotto stress per la seconda ondata dell’epidemia da Coronavirus.  I lavoratori si sono mobilitati in questi giorni sia a livello nazionale che regionale, scendendo in piazza oggi nonostante il maltempo per chiedere con urgenza alla Regione Lazio impegno su tre capitoli centrali e imprescindibili: assunzioni, sicurezza e contratti.

I sindacati hanno rappresentato alla Regione la necessità di assumere altro personale, di lavorare in sicurezza, di avere contratti rinnovati e, quando ci sono, di vederli applicati e rispettati. Una delle maggiori criticità riguarda i lavoratori della sanità privata accreditata e la necessità di maggiori controlli da parte del sistema pubblico, per impedire non solo il mancato riconoscimento degli avanzamenti previsti nel nuovo CCNL, ma anche che si metta a rischio la salute degli operatori in conseguenza di opacità gestionali, mancato rispetto delle procedure di sicurezza, dumping. Nelle RSA, nelle strutture psichiatriche, nei centri di riabilitazione, si applica un contratto non riconosciuto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Ed è nelle RSA che oggi i lavoratori sono più a rischio, senza copertura sufficiente di personale, senza adeguata formazione sul trattamento dei pazienti Covid. La priorità è metterli in condizione di operare in sicurezza, oltre poi alla necessità di sostenere, come per la sanità privata, l’apertura delle trattative per il nuovo contratto applicato a questi lavoratori.

Sul fronte dei controlli nella sanità privata, ovvero quella parte consistente di strutture sanitarie private che operano in accreditamento con il Ssr, la Regione Lazio ha preso l’impegno di convocare le parti datoriali nella prossima settimana e successivamente ad aprire un tavolo bilaterale per garantire maggiore sicurezza e regole più stringenti sul rispetto degli standard, a tutela di lavoratori e pazienti. Obiettivo comune è arrivare a definire un sistema di controlli che preveda procedure di sospensione graduali, fino alla revoca degli accreditamenti.

Per le assunzioni, si è consapevoli che quanto finora fatto, con i 6500 operatori, medici, infermieri e altre professionalità inserite nel Ssr, sia un investimento importante ma non sufficiente. C’è l’impegno ad individuare tutti gli spazi finanziari possibili, inclusa l’anticipazione del budget 2021, per assumere nuove risorse. Assunzioni che, sottolineano i sindacati, dovranno essere il più possibile a tempo indeterminato, per non creare nuova precarietà.

Sul fronte della sicurezza, sarà definito un protocollo sottoscritto da Regione e sindacati per definire e rendere esigibili procedure di sicurezza uguali per tutti, adeguate dotazioni di DPI e tamponi ogni 15 giorni per tutti gli operatori, sia delle strutture pubbliche che private, fondamentali per contenere i rischi di contagio tra gli stessi operatori e garantire il buon funzionamento dei servizi.

Gli impegni della Regione Lazio sono stati accolti positivamente dai sindacati che attenti alla traduzione in fatti concreti degli impegni presi, nel rispetto di tutti gli operatori della sanità che rappresentano, continueranno nella loro azione di tutela dei lavoratori e del servizio sanitario pubblico, pronti a proseguire la mobilitazione.

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