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Ai lavoratori della Fondazione Santa Lucia, dopo la firma ad ottobre, dopo 14 anni di mobilitazione e 3 di trattative, del nuovo contratto Aris Aiop sanità privata, la struttura non solo non riconosce le voci stipendiali dovute (aumento tabellare, una tantum, progressioni), ma addirittura chiede il rimborso dell’indennità di vacanza contrattuale, erogata al personale dal 2018 come premio per l'alta specialità.

E lo fa anticipando che dal mese prossimo sarà trattenuto direttamente dalla busta paga. “Come fosse un prestito, mai richiesto dai lavoratori”, denunciano Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio.

I lavoratori e le lavoratrici in assemblea, dopo una mattinata di volantinaggi e striscioni fuori dalla struttura, hanno dato mandato ai sindacati di proclamare lo stato di agitazione. Oggi la nota in Prefettura: “Se la Fondazione non tornerà indietro, assicurando tutte le spettanze in busta paga e fermando le trattenute indebite ai lavoratori, avvieremo tutte le azioni legali necessarie a tutela dei livelli salariali, e la protesta si farà sentire”, avvertono Cgil Cisl Uil.

“Mentre viviamo complessivamente la schizofrenia di un sistema sanitario in difficoltà, su cui pesa fortemente la carenza di organici di operatori sanitari e per cui chiediamo ancora ulteriori e straordinari sforzi per assumere, il privato, che oggi viene chiamato a sostenere ancora di più la parte pubblica, non perde occasione per sfoggiare ancora una volta il peggior atteggiamento padronale. Dopo l’attivazione del FIS e le ferie forzate di professionalità fondamentali per la cura dei cittadini in piena emergenza, dopo le resistenze alla firma del nuovo contratto e l’uso dei lavoratori come arma di ricatto per ottenere più risorse pubbliche, oltre a chi disdetta il nuovo CCNL, oltre a chi non lo applica, ora c’è anche chi trasforma indennità in prestiti”, proseguono le sigle sindacali.

“Uno stillicidio per i lavoratori che, dopo anni di mancati aumenti, hanno visto finalmente riconosciuto il legittimo avanzamento di salari e diritti. Nessuna traccia degli aumenti e degli arretrati, e l’inaccettabile scelta di “richiedere indietro” un’indennità dovuta. L’IVC non è un prestito, e i lavoratori non la restituiranno. Ci auguriamo che la Direzione della Fondazione cambi rotta, diversamente siamo pronti ad avviare contenziosi legali e ad arrivare allo sciopero.

Noi, come sempre, lotteremo fino a che non sarà rispettata ogni virgola del nuovo contratto, si riconoscano i diritti dei lavoratori e il valore della loro professionalità. Anche per questo, nell’ambito della mobilitazione nazionale per il sostegno al sistema sanitario e a tutti gli operatori che stanno fronteggiando l’emergenza sanitaria, saremo in piazza, sotto la Regione Lazio, il 16 novembre”, concludono Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma Lazio.

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