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“Il sistema sanitario regionale rischia di non riuscire a tenere sotto controllo l'emergenza, servono azioni straordinarie. Per sostenere i servizi e il grande impegno che tutti gli operatori stanno mostrando, assunzioni, sicurezza e contratti sono le priorità”, così i segretari generali Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – lanciano la mobilitazione per evitare che “ospedali e aziende sanitarie, primo argine contro la pandemia, entrino a loro volta in stato d’emergenza”. E annunciano per il 16 novembre prossimo un presidio sotto la Regione Lazio, nell'ambito della mobilitazione nazionale per la sanità. “Iniziativa che si terrà nel rigoroso rispetto delle norme e dei protocolli anti Covid, necessario per richiamare con forza le istituzioni a intervenire in via straordinaria e complessiva sul sistema".

"Non è sufficiente che nel Lazio la maggior parte delle assunzioni finora fatte sia a tempo indeterminato, servono ancora sforzi straordinari per assumere 1000 medici, almeno altri 2.500 infermieri e 3.500 operatori socio sanitari, oltre a tutti i profili tecnici, sanitari e amministrativi che sono sotto organico. Sul versante infermieristico va detto che il numero delle assunzioni deve essere incrementato alla luce delle aperture delle RSA, che porteranno ad un fabbisogno di ulteriori 1000 unità. Il sistema va sostenuto per fronteggiare i prossimi mesi, con l'epidemia in corso e la concomitanza con la stagione influenzale: aspettiamo che al percorso condiviso oggi con la Regione seguano presto azioni concrete. Con assunzioni e interventi per la sicurezza si può e deve arginare il rischio di aumento dei contagi tra gli operatori sanitari. Più di mille sono i lavoratori positivi nelle strutture: su questo abbiamo ottenuto l'impegno ad effettuare tamponi ogni 15 giorni a tutto il personale del SSR, sia pubblico che privato, e abbiamo chiesto di estendere la prevenzione a tutto il personale, anche non sanitario, come ad esempio i servizi pulizia o ristorazione, che opera negli ospedali. Attenzione poi a evitare che si arrivi a dotazioni insufficienti di Dpi e a colmare le carenze di formazione specifica sulla sicurezza", spiegano i segretari generali di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio.

"Sulla riorganizzazione dei servizi, se l'emergenza nazionale impone restrizioni alle attività ordinarie per il reperimento di posti letto, è assolutamente necessario procedere velocemente alla riorganizzazione dei pronto soccorso, dei percorsi di cura e dei reparti, senza promiscuità nel trattamento dei pazienti Covid e non-Covid, e che si mantengano all’interno del pubblico le cure ordinarie, non trasformando l’intero sistema ospedaliero in rete Covid, spostando sul privato le altre prestazioni”, proseguono Cenciarelli, Chierchia e Bernardini.

“Serve un investimento sul sistema pubblico anche attraverso il potenziamento della rete territoriale: anche qui solo maggiori risorse umane o strumentali si possono riorganizzare i servizi senza togliere forza alla rete sanitaria pubblica”.

“Poi c’è la questione dei contratti. Nella legge di stabilità al momento non ci sono i soldi per il rinnovo di contratto della sanità pubblica scaduto da 3 anni. Nella sanità privata, assistiamo a troppi casi in cui il CCNL, appena rinnovato, viene disdettato dagli imprenditori per passare a contratti pirata. Serve ancora più incisività nei controlli sull' applicazione del CCNL appena rinnovato: deve essere un requisito fondamentale per l'accreditamento. E vanno fermati il rinvio del riconoscimento degli aumenti salariali previsti, le false partite Iva, le esternalizzazioni opache, le casse integrazioni strumentali”.

“Il 16 novembre saremo in piazza”, concludono Cenciarelli, Chierchia e Bernardini. “La sanità va sostenuta e difesa: servono ancora interventi straordinari, per i lavoratori e per la comunità”.

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