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 “Sono lavoratori e lavoratrici che più hanno pagato durante l’emergenza Covid. Ai quali per la gran parte si applica un contratto, l’Aiop Rsa, scaduto da 8 anni, che Cgil Cisl e Uil non hanno sottoscritto perché ha sancito un passo indietro per condizioni di lavoro e tutele, aumentando le ore di lavoro e riducendo salari e diritti. Otto anni fatti di dumping, sfruttamento e proliferazione di contratti pirata, mentre hanno continuato a dare il massimo per le persone e la comunità”, annunciano i segretari generali Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini.

“Dopo il rinnovo del Ccnl Aiop Sanità privata, ratificato solo pochi giorni fa e solamente dopo la grande mobilitazione in tutto il paese culminata nello sciopero generale, il nostro impegno si concentra subito sulla definizione di un nuovo contratto che riconosca salari, diritti e professionalità ai lavoratori delle RSA e dei centri ambulatoriali di riabilitazione (ex art. 26 dalla legge 833/78). Anche perché con la firma della preintesa del 10 giugno sul Ccnl Sanità privata si era previsto che l’apertura del tavolo di contrattazione sarebbe ripreso entro il mese di luglio, mentre la mancata ratifica ha impedito la ripresa della negoziazione. Non c’è tempo da perdere, serve un contratto di svolta che avvii un progressivo riallineamento di diritti, tutele e salari per chi opera nel sistema sanitario”, continuano Cenciarelli, Chierchia e Bernardini.

Su un nuovo contratto per Rsa e riabilitazione si confronteranno i delegati e le delegate delle strutture del Lazio con i segretari generali nazionali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, martedì 6 ottobre dalla Sala “Soldini”, piazza Vittorio 113 (3° piano), dalle ore 14.00.

“Il sistema sanitario – proseguono i segretari generali -  è unico, pubblico e universale. Come ai lavoratori devono essere dati stessi diritti e stesse tutele, così ai cittadini deve essere garantito l’accesso a servizi di qualità, sia nella rete ospedaliera che nel sistema territoriale. Il contratto di riferimento deve essere un prerequisito fondamentale per gli accreditamenti. Così come il sistema di controllo degli standard, che, come hanno dimostrato i casi più eclatanti durante l’emergenza Covid, non sempre hanno garantito sicurezza a pazienti e lavoratori, divenendo spesso veri e propri focolai. È evidente che, nell’ordinario come in emergenza, il riconoscimento di sicurezza, diritti e dignità professionale ai lavoratori, così come ogni meccanismo regolatorio volto a limitare opacità di gestione e margine di autonomia delle imprese private, aumenta la qualità dei servizi resi. È l’impegno che continuiamo a chiedere alla Regione Lazio. Oltretutto, si deve andare verso un riequilibrio del ruolo pubblico nel Ssr, non solo come regolatore ma anche come diretto erogatore dei servizi, in un ambito nel quale il privato ha la quasi totalità della gestione”.

“Ripristinare ordine tra i contratti applicati, oltre che superare il grande ricorso a forme precarie di rapporti di lavoro, sottoinquadramenti e esternalizzazioni, vuol dire innanzitutto riconoscere livelli retributivi, orari e tutele adeguate ai lavoratori, che si occupano di servizi delicati alla popolazione più fragile, come anziani e disabili, ma anche mettere un tassello fondamentale per dare una nuova direzione ai servizi alla salute in tutto il territorio. Dopo i lavoratori non possono più attendere. Subito un nuovo contratto che dia futuro a chi è sempre in prima linea per le persone e le comunità”, concludono.

L’iniziativa sarà trasmessa in diretta Facebook dalla pagina CgilCislUilFpRomaLazio.

LA LOCANDINA

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