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Oggi, alla vigilia dello sciopero nazionale, un nuovo fondamentale risultato della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata accreditata, che da 14 anni aspettano il rinnovo del Contratto nazionale. La Regione ha deliberato lo stanziamento del 50% dei fondi per il rinnovo, la parte a carico del sistema pubblico, recependo quanto stabilito da Ministero e Conferenza Stato Regioni.

“In ogni Regione, i servizi sanitari pubblici vengono erogati in parte direttamente dal pubblico, in parte (nel Lazio al 40%) da strutture private accreditate. Le cui proprietà, ricchissimi imprenditori e grandi gruppi industriali, operano in un regime di mercato “protetto” e fanno profitti milionari con risorse pubbliche, non riconoscendo il più basilare e fondamentale diritto ai propri dipendenti: l’applicazione di un contratto siglato dai sindacati maggiormente rappresentativi e rinnovato nella parte salariale e nelle tutele rispetto a quanto definito 14 anni fa. La storia recente ormai è nota: 3 anni di trattative, una preintesa siglata a giugno da Aris e Aiop con Cgil Cisl e Uil, e il successivo rifiuto delle associazioni datoriali di non mettere la firma definitiva sul testo del contratto”. Così i Segretari Generali Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini.

“Ora Aris e Aiop non hanno più scuse. Il sistema sanitario deve rifondarsi su un maggior peso del pubblico, sia come diretto erogatore di servizi che come regolatore di chi opera in accreditamento, contribuendo a dare ai cittadini servizi pubblici di qualità. Finché i privati gestiscono una parte importante di servizi alla salute, il profitto, come sempre diciamo, non deve prevaricare sui diritti dei cittadini e dei lavoratori. Il contratto va firmato: basta retromarce, minacce e vigliaccherie a scapito dei lavoratori. La garanzia della copertura dei costi del rinnovo per metà a carico del pubblico, in attesa della revisione delle tariffe a livello nazionale, è già un riconoscimento importante del loro ruolo all’interno del sistema sanitario. Mangiare anche le “bucce”, e spolpare ulteriormente il sistema, senza garantire quel che è dovuto e sacrosanto a chi rende materialmente possibili i loro profitti, è un atto inqualificabile, da padroni della peggior specie”, proseguono Cenciarelli, Chierchia e Bernardini. i segretari generali.

“Grazie alla nostra continua mobilitazione un passo avanti è stato fatto: le risorse per parte pubblica ci sono. Gli imprenditori firmino il contratto, riconoscano quanto dovuto ai lavoratori e la Regione prosegua nell’impegno concreto di rivedere il sistema di accreditamento, mettendo come vincolo l’applicazione del CCNL aggiornato e intervenendo nel sistema di regole e controlli. Non dimentichiamoci che, come denunciato in questi giorni, qualche “extraprofitto” si continua a riconoscere. Ultimo il caso dei servizi in convenzione a Villa Betania, su cui attendiamo che la Regione esca dal silenzio e intervenga per bloccare la scelta di svuotare le sale operatorie pubbliche e far smaltire gli interventi programmati ai privati. Stiamo parlando di una struttura la cui proprietà ha deciso addirittura di rimuovere le bandiere sindacali, simbolo della democrazia e della protesta dei lavoratori”. E che c’è tutta la parte delle RSA, che a sua volta deve veder riaprire le trattative per il rinnovo, i cui lavoratori e lavoratrici vivono e operano in condizioni ancora peggiori. Qualità dei servizi è qualità del lavoro, e a stesso salario devono corrispondere stessi diritti: non ci fermeremo fino a che tutto questo non sarà concretizzato Domani, per la giornata di sciopero nazionale, è confermata la manifestazione sotto la sede Aiop Lazio, in via Lucrezio Caro 63 a Roma a partire dalle 9.00, mentre è sconvocato il presidio sotto la Regione Lazio delle 13.00”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali.

LOCANDINA

LA DELIBERA

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