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Indetto ieri dalle sigle nazionali Cgil Cisl Uil lo stato di agitazione della sanità privata accreditata, si riapre la mobilitazione per il rinnovo del contratto con Aris e Aiop nel Lazio, dove le strutture accreditate pesano per quasi la metà dei servizi sanitari regionali.

“I lavoratori e le lavoratrici della sanità privata hanno fatto fronte comune con i colleghi del sistema pubblico per affrontare l’emergenza. Stesso impegno, stesse professionalità, stesso servizio pubblico, ma con salari, diritti e tutele fermi a 13 anni fa. Dove già le carenze di organico, la disparità salariale, la difficile crescita delle carriere e l’insieme di tutele da riallineare pesavano da anni nella gestione ordinaria del lavoro, il mancato rinnovo del contratto nazionale è un’ingiustizia inaccettabile”, dichiara Giancarlo Cenciarelli, Segretario Generale Fp Cgil Roma e Lazio.

“Se nel pubblico è stato possibile investire risorse aggiuntive messe a disposizione da Stato e Regioni per compensare l’impegno straordinario nell’emergenza Covid, per i lavoratori privati, in strutture che insieme a quelle pubbliche hanno costituito nodi centrali nella rete dell’emergenza, rispondendo da subito a nuove procedure, modelli organizzativi, maggiori turni di lavoro, solo in pochi casi è stato possibile chiudere accordi simili con le aziende. La maggior parte, anzi, ha tentato il paradossale ricorso agli ammortizzatori sociali, mettendo come al solito al primo posto il profitto e scaricando il costo del lavoro sul pubblico. Stessa dinamica che ha bloccato per anni le trattative per il rinnovo del CCNL. Proprio nel Lazio l’AIOP, la rappresentanza dell’imprenditoria privata, ha posto i maggiori ostacoli al rinnovo, fermi al nodo delle risorse economiche da stanziare per l’avanzamento salariale e di diritti dei propri dipendenti”, prosegue Cenciarelli.

“Risorse essenziali, a cui non viene garantito nemmeno il minimo accettabile: un contratto di riferimento che riallinea salari e aumenta diritti e tutele. Una vergogna inaccettabile, in uno dei momenti di massima attenzione sul sistema pubblico dei servizi alla salute. Nella stessa situazione i lavoratori e le lavoratrici delle RSA, sulle quali l’emergenza si è abbattuta facendo luce sulle innumerevoli ombre e carenze gestionali, ai quali si applica un contratto non solo scaduto, ma non siglato da Cgil Cisl e Uil per l’arretramento salariale e di diritti che ha imposto”, continua il Segretario della Fp Cgil.

“Non ci fermeremo fino allo sciopero: è ora che questa irresponsabilità finisca e che le istituzioni mettano il rinnovo come condizione imprescindibile per la prosecuzione delle attività. I lavoratori non vanno ringraziati, le retoriche non restituiscono quanto hanno perso in 13 anni. Serve il contratto, e serve subito”, conclude.

 

La nota Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl di indizione stato di agitazione nazionale

Il volantino unitario nazionale

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