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Rispetto al 2016, sono 165 in meno. Dei 518 nuovi mezzi previsti, ne sono stati acquistati solo 90.

L`emergenza vissuta a Natale e Capodanno sembra in via di risoluzione ma la situazione della raccolta dei rifiuti a Roma ancora non può definirsi normale. La città è ancora sporca in diverse zone nonostante tre importanti novità dopo l’incendio al TMB Salario: la stazione di trasferenza di Ponte Malnome (che da qualche giorno è in funzione, supplendo così al ruolo che svolgeva in parte il tmb Salario); la vasca di ricezione del tmb di Rocca Cencia è vuota, quindi problemi di trattamento in quell’impianto non ce ne sono, anche se manca un piano di manutenzione per riportare l’impianto a una condizione di produzione piena (vista anche l’istituzione del quarto turno di lavoro); i tmb “solidali” delle altre province del Lazio (Saf, Rida, Ecologia Viterbo) e dell’Abruzzo stanno lavorando a pieno regime.
E allora perché Roma non è pulita? Perché l’Ama non ha un numero di mezzi sufficiente per svolgere questo servizio. La Fp Cgil ha messo in fila i numeri di tutta la flotta della municipalizzata evidenziando tre dati preoccupanti e in grado di motivare i ritardi nella raccolta (e quindi della permanenza dei rifiuti in strada): dal 2016 a oggi, Ama ha 165 mezzi in meno; la disponibilità attuale di questi è intorno al 50%; l’azienda municipalizzata dei rifiuti non è riuscita a mettere in strada nemmeno il 20% dei nuovi acquisti previsti nel piano 2017/2019.

In dettaglio, nel 2016 Ama disponeva di 1.395 mezzi tra pesanti (compattatori per lo più dedicati allo svuotamento dei cassonetti dell’indifferenziato) e leggeri (in particolare dedicati alla raccolta differenziata dell’umido e dei sacchetti lasciati in strada a terra), oggi invece sono 1.230.
Di questi, però, più della metà in media non è utilizzabile. Infatti, la disponibilità effettiva in questo mese, recita il dossier, è del 55% per i 550 mezzi pesanti posseduti da Ama e del 50% per i 680 mezzi leggeri. In sostanza, su 1.230 tra camion e “squaletti” in strada, effettivamente, ce ne sono poco più di 640, perché il resto è nelle officine in attesa di una riparazione. Ad aggravare le dolenti note ci sono i mancati nuovi arrivi, dal momento che Ama ha fatto le gare e concluso gli acquisti ma i mezzi non ci sono.

Il piano acquisti 2017/2019 prevedeva 125 nuovi mezzi pesanti: a oggi non ne è arrivato nessuno. Poco meglio sul fronte di quelli leggeri: di 393 arrivi previsti, su strada ce ne sono 90. Il saldo è di 428 mezzi in meno, tra i 518 attesi e i 90 effettivamente in servizio.
"Purtroppo manca una visione e invece di occuparsi della progettazione di impianti e di risolvere il problema dei mezzi, si obbliga Ama a spingere sulla differenziata in modo inefficace- ha commentato il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola- Non c’è programmazione. Per i nuovi step sul porta a porta sperimentale annunciati dalla sindaca Raggi, oggi in Assemblea capitolina, mancano sia i nuovi mezzi che gli uomini, non essendo partite le assunzioni. Parliamo dei fondamentali".

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