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La Funzione Pubblica C.G.I.L. non intende stare in silenzio di fronte al continuo grido di aiuto, sofferenza e stress psicofisico che sta subendo la Polizia Penitenziaria all’interno delle mura del penitenziario di Frosinone. A seguito dei gravi fatti del 19 settembre 2021- un detenuto che arma in pugno ha esploso dei colpi all’interno dell’istituto - si è sfiorato l’irreparabile.

I vertici del sistema penitenziario, dopo la visita a Frosinone, hanno toccato con mano la situazione disastrosa dell’istituto. I poliziotti che effettuano servizio nell’istituto ciociaro hanno ricevuto assicurazioni che da lì a poco sarebbe cambiata la loro condizione lavorativa che vivono ormai da più di un anno, ma tutto ciò non è ancora accaduto. Anzi dopo la beffa, il danno: ad oggi si assiste ad un peggioramento della condizione lavorativa: il personale, infatti, effettua turni di lavoro di 16/18 ore e si è arrivati, addirittura, fino alle 22 ore continuative: episodio accaduto il giorno 24 settembre u.s. Tutto ciò è inaccettabile in un paese civile. Il nostro grido di allarme è rivolto a coloro che possono cambiare lo stato dei fatti: non c’è più tempo da attendere. La Funzione Pubblica C.G.I.L. ha già indetto manifestazioni davanti agli istituti della regione e dinanzi la sede del Ministero della Giustizia.

Si ribadisce la situazione critica del Lazio: gli istituti penitenziari della nostra regione presentano una carenza organica di circa 800 unità lavorative che si ripercuote, a pioggia, su tutti gli istituti. I poliziotti sono costretti a lavorare in condizioni di continua sofferenza, ma la situazione in atto al penitenziario di Frosinone è davvero al collasso e richiede interventi non più rinviabili di rafforzamento delle unità lavorative. Metteremo in campo tutte le azioni di lotta consentite per rimuovere ogni inerzia dell’Amministrazione centrale.

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