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Mentre il Commissario Straordinario dell’Ospedale di Tivoli “umanizza” il Pronto Soccorso, le aggressioni, l’ultima ieri notte, proseguono. I cittadini sono esasperati e non viene attuato un serio progetto che metta fine ai disservizi, in grado di rispondere alle richieste di assistenza. “Umanizzare” il pronto soccorso si traduce nell’utilizzo degli studenti del corso di laurea infermieristica, senza garanzia di sicurezza e rispetto della privacy. Non si assicurano gli spazi minimi tra le barelle (almeno 80cm) per garantire la dignità della persona, si richiedono turni di 12 e a volte anche 16 ore degli infermieri, andando incontro a infrazioni della legge 161/14 e aumentando il rischio di incidenti.

Non basta nemmeno assumere il personale. Se all’Ospedale S. Pertini di Roma operano 55 infermieri per 60.000 accessi l’anno, più 2 hostess con turni di 12 ore per l’accoglienza, all’Ospedale S. Giovanni Evangelista di Tivoli il numero di infermieri per 45.000 accessi l’anno è di solo 21 unità.

“Dopo ben 7 anni di blocco di assunzioni, la ASL RM 5 prevede per il 2018 l’assunzione di soli 12 infermieri, in un’ Azienda che sul proprio territorio contempla 5 ospedali, 6 distretti e il DSM più grande del Lazio (solo nel 2018 sono andati in pensione oltre 50 infermieri).

È un’ Azienda priva di lungimiranza e inattiva sul piano organizzativo, che emana avvisi di mobilità e di assunzioni a tempo determinato per infermieri, ma non li espleta, lasciando cadere nel vuoto centinaia di domande di infermieri disoccupati. Oppure procede al concorso per coordinatori, ma non assegna gli incarichi. La CGIL FP ritiene insostenibile questa situazione e preannuncia tutte le iniziative di informazione, denuncia e mobilitazione per garantire i servizi ai cittadini e la dignità ai lavoratori”.

Così in una nota il Segretario Generale Fp Cgil Rieti Roma Est - Aldo Capobianchi.

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