FP CGIL ROMA LAZIO

testata smart FPromalazio

ico ministeri md

ico enti locali md

ico sanita md

ico privato sociale md

ico ministeri lg

ico igiene ambientale md

ico vigili fuoco md

ico sicurezza md

ico enti locali lg

ico sanita pubblica lg

ico sanita lg

ico privato sociale lg

ico igiene ambientale lg

ico vigili fuoco lg

ico sicurezza lg

ico ministeri sm

ico enti locali sm

ico blog md

ico regione md

ico info md

ico blog lg

ico sanita sm

ico regione lg

ico privato sociale sm

ico igiene ambientale sm

ico info lg

ico vigili fuoco sm

ico sicurezza sm

ico regione sm

ico info sm

“Stupisce lo slogan della Sindaca Virginia Raggi, secondo cui Roma avrebbe retto. Stupisce perché a guardare lo stato degli impianti, girando per le officine e conoscendo l’azienda si direbbe che siamo sempre nella stessa situazione: la Capitale è costantemente a un passo dall’emergenza e si è abituata a un ciclo dei rifiuti inefficiente. Roma regge a stento e solo perché conserva nella pancia degli impianti Ama un’enorme quantità di rifiuti, mandandone oltre il 25% a smaltire fuori dal proprio territorio. L’opzione emiliana sarebbe servita a svuotare nell’immediato i Tmb sovraccarichi e a garantire una via d’uscita in caso di crisi come quella vissuta in questi giorni”. Con una nota Natale Di Cola, segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio, interviene in merito all’emergenza rifiuti della Capitale e denuncia la critica situazione in cui sono ripiombati i Tmb di Ama (vedi il video dell'impianto Salario: https://youtu.be/KvVZpMjETFg).

“Due anelli della catena che si tengono a stento in piedi”, aggiunge Di Cola. “Il primo è quello degli impianti, malconci e inadeguati, che non garantiscono autonomia. Il secondo sono le officine e i mezzi, con oltre il 50% delle macchine inutilizzabili e spesso inadeguate alla raccolta”.

“Ha ragione l’assessora Pinuccia Montanari quando sostiene che la chiusura di Malagrotta, di per sé sacrosanta, avvenne con tempi scellerati. In assenza di alternative ha lasciato una situazione oggettivamente difficile da gestire, aumentando i costi e costringendo gli operatori a un lavoro spossante, perché i cumuli che vediamo per strada vengono poi raccolti a mano. Un lavoro che in quelle dimensioni non dovrebbe più esistere. Una costante bonifica più che una raccolta ordinaria. Questa Giunta però, avendo abbandonato per ideologia una prospettiva industriale senza predisporre un piano per la differenziata all’altezza della sfida, rischia di condannare la città a una costante emergenza. Servono impianti per rendere la città autonoma – conclude il segretario della Fp Cgil Roma e Lazio – e dare ai romani un’azienda efficiente”.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Leggi di più